I fari sullo Stadio Diego Armando Maradona restano accesi anche a campionato fermo, ma questa volta le dinamiche si spostano dal rettangolo verde alle aule di giustizia e ai corridoi di Palazzo San Giacomo. Il presidente della SSC Napoli, Aurelio De Laurentiis, è finito al centro di una delicatissima indagine condotta dalla magistratura e dalla Polizia locale partenopea. Il motivo è un presunto abuso edilizio perpetrato proprio nel cuore del settore più esclusivo dell'impianto di Fuorigrotta: una struttura di ampio respiro, priva delle necessarie autorizzazioni edilizie, che ha fatto scattare i sigilli giudiziari e aperto l'ennesimo fronte di attrito istituzionale tra il club e il Comune.
Napoli, bufera edilizia al Maradona: punto ristoro abusivo da 150 mq in Tribuna Autorità
Secondo quanto rivelato dal dorso napoletano di Repubblica, l'indagine è scattata lo scorso 7 maggio, quando gli agenti dell'Unità operativa Tutela edilizia della Polizia locale si sono presentati per un'ispezione a sorpresa all'interno dello stadio. Sotto la lente dei vigili urbani sono finiti i lavori in corso d'opera per la realizzazione di uno spazio chiuso di ben 150 metri quadrati, con un'altezza di tre metri e mezzo, "verosimilmente adibito a punto ristoro" e hospitality all'interno della Tribuna Autorità. Constatata l'assenza dei titoli abilitativi necessari, la magistratura ha convalidato il decreto di sequestro preventivo dell'intera area cantiere, iscrivendo formalmente De Laurentiis nel registro degli indagati in qualità di amministratore delegato e committente delle opere.
I dettagli emersi dalla ricostruzione investigativa delineano un profondo malinteso burocratico tra la società e gli uffici comunali. Al momento del controllo, i rappresentanti del Napoli hanno mostrato agli agenti una delibera della Giunta comunale risalente al settembre 2025. L'atto certificava il via libera di Palazzo San Giacomo alla richiesta del club di realizzare tre nuove sale hospitality, a fronte di un adeguamento economico del canone di concessione dello stadio pari a circa 30mila euro. Tuttavia, dal Comune è arrivata una precisazione perentoria: quel documento politico-amministrativo rappresentava un semplice atto di indirizzo sul progetto, e non costituiva in alcun modo un formale ed esecutivo "permesso per costruire", la cui mancanza ha reso l'opera totalmente abusiva.
Nonostante la bufera giudiziaria legata ai sigilli nella tribuna, i canali della diplomazia politica provano a guardare oltre, pianificando il futuro a lungo termine dell'impianto in ottica internazionale. Sulla complessa questione della governance e degli investimenti strutturali è intervenuto con fermezza il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, commentando le recenti ed esigenti dichiarazioni di De Laurentiis in merito ai finanziamenti pubblici per adeguare l'arena agli standard richiesti per Euro 2032, un piano complessivo che prevede lo stanziamento di circa 200 milioni di euro: “Chiaro che la Regione deve essere vicina ai Comuni e il Comune di Napoli ha fatto una richiesta come l’aveva fatta nel passato il Comune di Salerno sull’Arechi. E noi siamo vicini alle idee che i Comuni hanno sulla ristrutturazione degli impianti quindi è chiaro che andremo in quella direzione”.
Andrea Alati
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