Stadio Maradona, il bivio decisivo: tra Europei e Olimpiadi cambia il futuro della pista
La questione, oggi più che mai centrale, ruota attorno alla pista di atletica: mantenerla o eliminarla non è solo una decisione tecnica, ma una conseguenza diretta degli eventi che la città riuscirà ad attrarre nei prossimi anni.
A general view of studio Diego Armando Maradona during the Coppa Italia match between SSC Napoli and Empoli FC at Stadio Diego Armando Maradona Naples Italy on 13 January 2021. (Photo by Franco Romano/NurPhoto via Getty Images)
Il destino dello stadio Diego Armando Maradona si gioca su una scelta che va oltre il calcio e investe direttamente il ruolo di Napoli nello scenario sportivo internazionale.
Stadio Maradona, il bivio decisivo: tra Europei e Olimpiadi cambia il futuro della pista
La questione, oggi più che mai centrale, ruota attorno alla pista di atletica: mantenerla o eliminarla non è solo una decisione tecnica, ma una conseguenza diretta degli eventi che la città riuscirà ad attrarre nei prossimi anni.
Due scenari, due visioni opposte
Il futuro dell’impianto di Fuorigrotta si divide lungo due direttrici ben distinte. Da un lato c’è l’ipotesi degli Europei di calcio del 2032, che comporterebbe un profondo restyling dello stadio. In questo caso, l’adeguamento agli standard UEFA renderebbe inevitabile la rimozione della pista di atletica. L’intervento prevederebbe l’avvicinamento degli spalti al terreno di gioco, con un ampliamento del secondo anello fino a pochi metri dal campo: una trasformazione radicale che restituirebbe al Maradona una configurazione più moderna, pensata esclusivamente per il calcio.
Dall’altro lato si profila uno scenario completamente diverso. Se Napoli non dovesse rientrare tra le città ospitanti dell’Europeo, l’attenzione si sposterebbe sulle Olimpiadi del 2036. In questo contesto, la pista diventerebbe un elemento strategico, non più un ostacolo ma una risorsa da valorizzare. Il progetto punterebbe sulla riqualificazione dell’intero complesso, includendo anche le aree circostanti come Piazzale Tecchio, con l’obiettivo di rendere l’impianto funzionale alle discipline olimpiche.
La posizione del Napoli e il nodo stadio di proprietà
In questo quadro si inserisce la linea netta della società azzurra. Aurelio De Laurentiis ha più volte chiarito di non voler investire sull’attuale struttura comunale. L’idea del club è un’altra: costruire uno stadio di proprietà, progettato su misura per il calcio moderno, senza compromessi strutturali. La presenza della pista di atletica, in questo senso, rappresenta un limite evidente, perché impedisce quella vicinanza tra tifosi e campo che oggi caratterizza gli impianti più avanzati.
"Serve uno stadio pensato per il calcio, non adattato", è il concetto che da tempo filtra dall’ambiente societario. Una posizione che inevitabilmente si scontra con le strategie istituzionali legate alla gestione del Maradona.
L’ipotesi olimpica prende forma
Nel frattempo, sul fronte politico e amministrativo, si muovono i primi passi verso una possibile candidatura olimpica. Il sindaco Gaetano Manfredi sta valutando la creazione di un comitato promotore per sostenere la corsa di Napoli ai Giochi del 2036. Un’ipotesi già oggetto di confronto con i vertici dello sport italiano, in particolare con il presidente del CONI Luciano Buonfiglio.
L’idea sarebbe quella di costruire un asse con Roma, in grado di competere con altre candidature nazionali provenienti dal Nord, come il progetto congiunto tra Genova, Torino e Milano. Anche sul piano politico non manca il sostegno: il Partito Democratico ha già sollecitato il Comune a portare avanti questa visione.
Una scelta che segna il futuro della città
La questione della pista di atletica, quindi, diventa il simbolo di una decisione più ampia: puntare su un grande evento calcistico o su una manifestazione multisportiva globale. Due strade che implicano investimenti, priorità e modelli di sviluppo urbano completamente diversi.
Se prevarrà la logica degli Europei, il Maradona cambierà volto per avvicinarsi agli standard del calcio internazionale. Se invece Napoli sceglierà la via olimpica, lo stadio resterà un impianto polifunzionale, capace di accogliere discipline diverse e di inserirsi in un progetto più ampio di rilancio infrastrutturale.
Il tempo delle decisioni si avvicina. E con esso, il futuro di uno degli stadi più simbolici d’Italia.
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