Stadio Flaminio, l’Ordine degli Architetti frena il progetto Lazio: “Restano molti dubbi”
Il progetto della Lazio per la ristrutturazione dello stadio Flaminio continua a far discutere. Dopo la presentazione dell’idea da parte della società biancoceleste, sono arrivate alcune perplessità da parte dell’Ordine degli Architetti di Roma. A esprimere dubbi sulla fattibilità dell’intervento è…
Il progetto della Lazio per la ristrutturazione dello stadio Flaminio continua a far discutere. Dopo la presentazione dell’idea da parte della società biancoceleste, sono arrivate alcune perplessità da parte dell’Ordine degli Architetti di Roma. A esprimere dubbi sulla fattibilità dell’intervento è stato il vicepresidente Lorenzo Busnengo, che in una nota ufficiale ha sottolineato le criticità legate alla trasformazione dell’impianto storico situato nel quartiere Flaminio.
Vincoli storici e archeologici sul Flaminio
Secondo Busnengo, il principale ostacolo riguarda la natura stessa dello stadio, progettato da Pier Luigi Nervi e considerato un importante esempio di architettura moderna. L’impianto è infatti sottoposto a numerosi vincoli legati alla tutela dei beni culturali e paesaggistici, che renderebbero molto complessi interventi strutturali profondi come quelli ipotizzati nel progetto della Lazio.
A differenza del progetto della Roma a Pietralata, realizzato su un’area libera da edificazioni storiche, il Flaminio si trova in un contesto urbanistico e culturale molto delicato. Oltre ai vincoli architettonici, nell’area circostante sono stati rinvenuti anche resti archeologici, tra cui una necropoli, fattore che potrebbe complicare ulteriormente eventuali lavori di ampliamento o costruzione di nuove strutture.
Busnengo ha evidenziato in particolare le difficoltà legate alla realizzazione di un secondo anello e alla possibile modifica di elementi storici dello stadio, come la copertura della tribuna principale, considerata parte integrante del progetto originario.
In attesa della pubblicazione completa del progetto, l’Ordine degli Architetti ha ribadito che, con le informazioni disponibili al momento, restano numerosi interrogativi sulla compatibilità dell’intervento con le attuali norme di tutela.
Antonio Karol Giordano
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