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giovedì 30 luglio 2026 Calcio · Napoli · Serie A
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Sirene d'Arabia per Conte: l'Al-Ittihad pronto a coprirlo d'oro con 20 milioni all'anno

Sirene d'Arabia per Conte: l'Al-Ittihad pronto a coprirlo d'oro con 20 milioni all'anno
Il canto delle sirene saudite torna a farsi assordante, e questa volta la melodia viaggia sulle frequenze di una proposta economica da capogiro. Antonio Conte è finito prepotentemente nel mirino dell'Al-Ittihad. Il club di Gedda, reduce dalla brusca risoluzione contrattuale con Sergio Conceição (subentrato a sua volta a Blanc e silurato lo scorso primo giugno), ha deciso di puntare tutto sull'ex allenatore del Napoli per inaugurare un nuovo ciclo vincente. Sul tavolo, come riportato dal Corriere dello Sport, c'è un'offerta monstre: 20 milioni di euro a stagione per convincere il tecnico salentino ad abbracciare il progetto della Saudi Pro League. La società araba è alla ricerca di un profilo europeo, svincolato e con un DNA forgiato per la vittoria. Requisiti che si sposano alla perfezione con l'identikit di Conte, fresco di addio alla panchina azzurra.

​Soldi, dubbi e l'ombra azzurra: perché i 20 milioni arabi non bastano per convincere Conte

​Il nome del manager italiano è stato caldeggiato in prima persona da Domingos Olivera. Il Ceo dell'Al-Ittihad, dirigente di lungo corso ex Benfica e da poco fresco di rinnovo contrattuale, ha ricevuto il mandato di elevare le ambizioni e il tasso tecnico della squadra. Il comunicato con cui il club ha liquidato Conceição parlava chiaro: serve un allineamento con le ambizioni della società per il prossimo futuro. In questo senso, Conte rappresenta la garanzia assoluta di chi bada al sodo e trasforma le rose in macchine da trofei nel giro di un biennio. ​Tuttavia, tra i milioni di Gedda e la fumata bianca resistono dubbi profondi. Sebbene un'offerta ufficiale non sia ancora stata recapitata, la vera priorità agonistica di Antonio Conte veste l'azzurro dell'Italia. L'allenatore è davanti a un bivio professionale strettamente legato alle decisioni dei vertici sportivi italiani: qualora Malagò propendesse per il clamoroso ritorno di Roberto Mancini sulla panchina della Nazionale, Conte si ritroverebbe a dover scegliere se cedere alle lusinghe arabe o restare fermo un anno in attesa del valzer delle grandi panchine europee. ​Non sarebbe certo una novità. Già in passato, come ammesso candidamente dallo stesso Conte durante un'intervista a "Belve" un paio di anni fa, il tecnico ha gentilmente declinato piogge di milioni provenienti dall'Arabia e dalla Turchia perché non convinto della bontà del progetto sportivo. Per strappare il fatidico "sì" e convincerlo a trasferire in Medio Oriente una famiglia che a Napoli aveva trovato un equilibrio ideale, all'Al-Ittihad non basterà staccare un assegno con tanti zeri: serviranno garanzie tecniche, motivazioni d'acciaio e una sfida che valga il sacrificio di allontanarsi dal calcio che conta. Andrea Alati
Andrea Alati · Redattore