Il calcio non è mai stato, e non sarà mai, un semplice gioco racchiuso tra due porte. È uno specchio fedele della società, un megafono potentissimo capace di amplificare le storture del nostro tempo, ma anche di farsi portavoce dei messaggi più nobili. In un momento storico in cui gli stadi rischiano ciclicamente di trasformarsi in zone franche per l'intolleranza, la Lega Calcio Serie A e l'Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (Unar) della Presidenza del Consiglio dei Ministri hanno deciso di scendere in campo con un'azione di forza, lanciando la massiccia campagna di sensibilizzazione "Keep Racism Out". L'iniziativa, pensata per abbracciare l'intero palinsesto della 29ª e 30ª giornata di campionato in perfetta concomitanza con la XXII settimana di Azione contro il razzismo (14-22 marzo 2026), come evidenziato dall'ANSA, non si limiterà a sterili comunicati stampa, ma invaderà fisicamente e visivamente ogni singolo istante del cerimoniale sportivo.
Lega Calcio e Unar a braccetto: Simonelli lancia il decalogo per educare le nuove generazioni sugli spalti
I giocatori, gli allenatori e gli ufficiali di gara troveranno ad attenderli negli spogliatoi una maglia celebrativa e il Manifesto ufficiale contro il razzismo. Ma è sul prato verde che la campagna mostrerà il suo volto più deciso. Tutto l'arredo da campo, dal podio portapallone all'arco di allineamento sotto il quale sfilano le squadre, fino alla lavagna luminosa del quarto uomo, sarà brandizzato con il logo dell'iniziativa. I capitani indosseranno una fascia dedicata al braccio, mentre tutti i ventidue protagonisti applicheranno sulla manica destra la patch "Keep Racism Out". Un dettaglio di pura poesia sociale sarà riservato ai bambini e alle bambine che accompagneranno le squadre: sui loro piccoli kit campeggerà la patch dell'Unar, a simboleggiare l'educazione delle generazioni che verranno.
Per dare ulteriore peso specifico al messaggio, i maxischermi degli stadi trasmetteranno uno spot d'eccezione, interpretato da tre totem assoluti del nostro calcio: Fabio Capello, Alessandro Del Piero e Christian Vieri. Anche i microfoni del pre e post-partita diventeranno megafoni di civiltà, con dirigenti e tecnici che sfoggeranno l'adesivo sulla giacca e leggeranno un appello formale per contrastare ogni forma di discriminazione.
A suggellare l'importanza dell'evento sono arrivate le dichiarazioni dei vertici istituzionali. Il presidente della Lega Calcio Serie A, Ezio Simonelli, ha ribadito con fermezza l'impegno del palazzo: "La Lega è sempre in prima linea nel contrasto al razzismo e ad ogni forma di discriminazione". Fatto eco dalle parole di Mattia Peradotto, direttore dell'Unar, che ha tracciato la rotta: "Sensibilizzare tifosi, atleti e nuove generazioni è fondamentale". Un impegno corale e massiccio, riassunto perfettamente nel motto affisso sul Manifesto della campagna: "Out. Una parola. Una scelta". Perché di fronte all'odio, girarsi dall'altra parte non è più un'opzione.
Andrea Alati
Usiamo cookie tecnici e, previo consenso, cookie di profilazione per misurare il
traffico e mostrare annunci pertinenti. Puoi cambiare idea quando vuoi dalla
Cookie Policy.