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venerdì 31 luglio 2026 Calcio · Napoli · Serie A
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Serie A, la perdita delle radici: la morte del vivaio tricolore certificata dai numeri

Il Como di Cesc Fàbregas rappresenta un unicum quasi provocatorio nella storia del nostro calcio: per gli italiani non c'è spazio

Serie A, la perdita delle radici: la morte del vivaio tricolore certificata dai numeri
MILAN, ITALY - NOVEMBER 16: Gennaro Gattuso, Head Coach of Italy, issues instructions during the FIFA World Cup 2026 qualifier match between Italy and Norway at San Siro Stadium on November 16, 2025 in Milan, Italy. (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)
Il dibattito sulla progressiva scomparsa dei talenti italiani dal nostro massimo campionato è un ritornello che accompagna puntualmente i raduni della Nazionale. Eppure, per comprendere la reale portata del fenomeno, basta scorrere i dati della clamorosa statistica elaborata da Kickest sui minuti giocati dai calciatori italiani in questa stagione di Serie A. Ne emerge uno spaccato frammentato, dove filosofie aziendali diametralmente opposte disegnano un torneo a due velocità.

Così muore l'Ital-calcio: da Milano a Como, i numeri della fuga tricolore, resistono Cagliari e Cremonese

Il dato che ruba inevitabilmente l'occhio è quello che chiude la classifica. Il Como di Cesc Fàbregas rappresenta un unicum quasi provocatorio nella storia del nostro calcio: la formazione lariana ha schierato un solo giocatore italiano, per la miseria di appena un minuto complessivo in tutto il campionato. Un numero che certifica la vocazione totalmente internazionale e cosmopolita del progetto tecnico della proprietà, che ha scelto di attingere esclusivamente dal mercato estero per costruire la propria rosa, azzerando di fatto la presenza del blocco tricolore. All'estremo opposto, a difesa della tradizione, si erge il Cagliari. Con ben 18.868 minuti collezionati dai propri tesserati italiani, la società rossoblù dimostra come si possa lottare per i propri obiettivi affidandosi a uno zoccolo duro "fatto in casa". Sul podio di questa speciale graduatoria salgono anche la Cremonese (16.212') e la Fiorentina (14.873'), con l'aggravante virtuosa che entrambe le formazioni hanno disputato una partita in meno rispetto alla capolista, potendo potenzialmente accorciare ulteriormente il divario. Ottimi anche i riscontri di Pisa (12.895') e Lazio, prima tra le big a quota 12.255'. Scorrendo la classifica, troviamo l'Atalanta (sesta) e un blocco compatto a metà graduatoria. Il Napoli si attesta in nona posizione con 9.269 minuti, subito dietro al Bologna e di poco avanti al blocco formato da Inter (8.711'), Juventus (8.657') e Roma (8.474'). Una fascia media in cui gli italiani sono presenti, ma spesso faticano a ritagliarsi il ruolo di protagonisti assoluti rispetto ai colleghi stranieri. A fare rumore, invece, sono i numeri della parte bassa della tabella. Se Lecce (6.705') e Sassuolo (5.840') mostrano cifre modeste, spicca in negativo il dato del Milan. I rossoneri, storicamente culla di grandi campioni azzurri, hanno racimolato appena 4.924 minuti con i giocatori italiani, posizionandosi dietro persino al Sassuolo e appena sopra a Udinese, Torino, Verona e, ovviamente, al fantasma del Como. Una fotografia impietosa che spiega molte delle difficoltà incontrate dal commissario tecnico Gattuso nel reperire forze fresche per la sua Nazionale: se nei club lo spazio si riduce, la rincorsa ai vertici internazionali diventa una vera e propria scalata a mani nude. Andrea Alati
Andrea Alati · Redattore