Serie A, la Lega Calcio scopre il valore del Fantacalcio: possibile acquisto da 40 milioni, ma i club si dividono
Il Fantacalcio è oggi un fenomeno di massa: circa 3 milioni di utenti, più del pubblico di un big match di Serie A, e un giro d’affari che sfiora i 10 milioni di euro annui. Un ecosistema che, per diffusione e coinvolgimento, in alcuni casi sembra persino superare l’interesse per il calcio giocato.
Il Fantacalcio non è più soltanto un passatempo per milioni di appassionati: è diventato un asset strategico, capace di generare ricavi, fidelizzazione e centralità mediatica.
Serie A, la Lega Calcio scopre il valore del Fantacalcio: possibile acquisto da 40 milioni, ma i club si dividono
Ora anche la Lega Serie A ne ha preso piena consapevolezza e sta valutando un’operazione clamorosa: acquistare il controllo della piattaforma leader del settore, con una valutazione che sfiora i 40 milioni di euro.
Secondo quanto riportato da Il Fatto Quotidiano e da Calcio e Finanza, il tema tornerà ufficialmente sul tavolo del Consiglio di Lega lunedì 16 febbraio, dopo una prima accoglienza fredda nelle riunioni precedenti.
Da gioco a industria: i numeri del Fantacalcio
Il Fantacalcio è oggi un fenomeno di massa: circa 3 milioni di utenti, più del pubblico di un big match di Serie A, e un giro d’affari che sfiora i 10 milioni di euro annui. Un ecosistema che, per diffusione e coinvolgimento, in alcuni casi sembra persino superare l’interesse per il calcio giocato.
Al centro del sistema c’è Quadronica Srl, società fondata nel 2008 da due imprenditori napoletani, Nino Ragosta e Luigi Cutolo, che oggi impiega una ventina di dipendenti. L’idea, nata alla fine degli anni Novanta come hobby tra amici, si è trasformata in un modello di business grazie a un’intuizione semplice ma rivoluzionaria: digitalizzare e semplificare un gioco che fino ad allora viveva su carta, penna e calcolatrice.
App per inserire le formazioni, piattaforme per le aste, voti in tempo reale e gestione automatizzata dei risultati hanno cambiato radicalmente l’esperienza degli utenti, consentendo a Quadronica di sbaragliare la concorrenza.
Una posizione dominante sul mercato
Oggi Quadronica copre oltre il 90% del mercato del Fantacalcio. Una posizione rafforzata nel 2017 con l’acquisizione del marchio registrato “Fantacalcio”, strappato al gruppo Gedi per 500 mila euro, un’operazione che all’epoca sembrava azzardata ma che si è rivelata decisiva.
I numeri raccontano una crescita costante:
2015: fatturato di 1,2 milioni di euro
2025: ricavi oltre i 9 milioni di euro
In passato non sono mancate offerte da fondi di investimento, sempre respinte dai fondatori, intenzionati a non cedere il controllo della loro creatura. Il discorso cambia, però, se l’interlocutore è la Serie A.
Il piano della Lega Serie A
Per Luigi De Siervo, amministratore delegato della Lega, il Fantacalcio rappresenta il partner naturale del campionato. Un rapporto definito “simbiotico”: il Fantacalcio non esisterebbe senza la Serie A, ma allo stesso tempo contribuisce in modo decisivo alla sua popolarità e al coinvolgimento dei tifosi.
L’idea è quella di acquisire il 51% di Quadronica, costruendo un prodotto integrato attorno alla Serie A, capace di valorizzare dati, contenuti e fan engagement. I due soggetti sono già legati da accordi commerciali equivalenti a una partecipazione del 10%, ma il salto di qualità sarebbe significativo.
Presidenti divisi: scetticismo e resistenze
Il progetto, però, non mette d’accordo i club. Nelle ultime riunioni la proposta è stata accolta in modo tiepido, con una spaccatura netta tra i presidenti.
C’è chi è contrario per principio, come Aurelio De Laurentiis e la Fiorentina, e chi manifesta resistenze legate anche a dinamiche personali. Avallare l’operazione, secondo alcune letture, rappresenterebbe uno smacco per Urbano Cairo, proprietario del principale quotidiano sportivo italiano, che in passato si è lasciato sfuggire quella che oggi viene definita “la gallina dalle uova d’oro”.
Ma il vero nodo resta sempre lo stesso: la riluttanza dei presidenti a investire risorse proprie in un’operazione percepita come rischiosa, nonostante i numeri e il potenziale.
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