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martedì 4 agosto 2026 Calcio · Napoli · Serie A
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Serie A e la “legge del 31 dicembre”: essere primi a fine anno è davvero decisivo per lo scudetto?

osservando con attenzione l’andamento recente della Serie A, emerge un dato sempre più rilevante: la classifica al 31 dicembre non è più solo un’indicazione provvisoria, ma un vero e proprio termometro delle ambizioni scudetto.

Serie A e la “legge del 31 dicembre”: essere primi a fine anno è davvero decisivo per lo scudetto?
Nel linguaggio calcistico tradizionale si ripete spesso che “i campionati si vincono a marzo”. Eppure, osservando con attenzione l’andamento recente della Serie A, emerge un dato sempre più rilevante: la classifica al 31 dicembre non è più solo un’indicazione provvisoria, ma un vero e proprio termometro delle ambizioni scudetto.

Serie A e la “legge del 31 dicembre”: essere primi a fine anno è davvero decisivo per lo scudetto?

La cosiddetta “legge del 31 dicembre” merita oggi un’analisi approfondita, perché il trend degli ultimi anni racconta una storia diversa rispetto al passato. Leader a fine anno e vittoria finale: cosa dicono i numeri Prendendo in esame gli ultimi 11 campionati di Serie A, dalla stagione 2014-15 alla 2024-25, emerge un dato apparentemente equilibrato: in 6 casi su 11, la squadra prima in classifica a San Silvestro ha poi conquistato lo scudetto, con una percentuale intorno al 55%. Ecco il quadro completo: 2014-15: Juventus prima a fine anno → Juventus campione 2015-16: Inter prima → Juventus campione 2016-17: Juventus prima → Juventus campione 2017-18: Napoli primo → Juventus campione 2018-19: Juventus prima → Juventus campione 2019-20: Inter prima → Juventus campione 2020-21: Milan primo → Inter campione 2021-22: Inter prima → Milan campione 2022-23: Napoli primo → Napoli campione 2023-24: Inter prima → Inter campione 2024-25: Napoli e Atalanta prime → Napoli campione Se si osserva il dato nel suo complesso, la vetta a fine anno non garantisce automaticamente il titolo. Ma il vero elemento interessante emerge analizzando i cicli. Il “triennio delle illusioni” (2019-2022) Tra il 2019 e il 2022 la Serie A ha vissuto una fase anomala, quasi contro-intuitiva. In tre stagioni consecutive, essere primi a fine anno si è rivelato un boomerang: Inter 2019-20 (Conte): capolista a dicembre, superata dalla Juventus nel girone di ritorno Milan 2020-21 (Pioli): anno solare straordinario in vetta, ma scudetto all’Inter Inter 2021-22 (Inzaghi): avanti a Natale, rimontata dal Milan In quel periodo, la leadership invernale sembrava più un peso psicologico che un vantaggio competitivo. Cambi di ritmo, pressioni ambientali e cali di continuità hanno ribaltato gerarchie che apparivano consolidate. L’inversione di tendenza: la nuova continuità vincente Dalla stagione 2022-23 in poi, però, il copione è cambiato radicalmente. Per tre campionati consecutivi, la squadra in testa a fine anno ha poi confermato la propria supremazia fino a maggio: Napoli 2022-23: dominio costante, campionato chiuso con largo anticipo Inter 2023-24: leadership invernale trasformata nella seconda stella Napoli 2024-25: equilibrio iniziale con Inter e Atalanta, poi allungo decisivo nel girone di ritorno Questa fase segna una nuova maturità del calcio italiano, dove la continuità, la profondità delle rose e la gestione delle pressioni sembrano contare più delle rimonte epiche. Essere primi a Natale oggi pesa di più? Il confronto tra i due periodi è netto: Prima del 2022: essere primi a fine anno spesso non bastava Dal 2022 in poi: la vetta invernale è diventata un forte indicatore di successo finale Il dato suggerisce che la Serie A stia premiando sempre più organizzazione, solidità mentale e stabilità tecnica, riducendo lo spazio per sorprese e ribaltoni.
Andrea Fiorentino · Redattore