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domenica 2 agosto 2026 Calcio · Napoli · Serie A
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Serie A e diritti TV, Simonelli apre alla “media company” per rilanciare il calcio italiano

Il punto centrale dell’analisi riguarda i diritti televisivi fuori dall’Italia. Se sul mercato nazionale la Lega ha raggiunto una struttura solida, sul piano internazionale esistono ancora ampi margini di crescita.

Diritti tv
Il tema dei diritti televisivi internazionali torna al centro del dibattito sul futuro della Serie A.

Serie A e diritti TV, Simonelli apre alla “media company” per rilanciare il calcio italiano

Nel corso del “Merger & Acquisition Summit 2026”, il presidente della Lega Ezio Maria Simonelli ha delineato una strategia che punta a rafforzare la competitività del sistema calcio italiano attraverso nuovi modelli di gestione e investimenti esterni. Un sistema già attrattivo, ma ancora penalizzato Secondo Simonelli, il calcio italiano resta un prodotto interessante sul piano internazionale, anche grazie alla forte presenza di proprietà straniere nei club. Tuttavia, il divario con le principali leghe europee rimane evidente. Il nodo principale riguarda la capacità di generare ricavi. Club come AC Milan e Inter, pur rappresentando due delle realtà più importanti del Paese, registrano incassi nettamente inferiori rispetto ai grandi club europei, con conseguenze dirette sulla competitività sportiva. Diritti TV internazionali: il vero terreno di crescita Il punto centrale dell’analisi riguarda i diritti televisivi fuori dall’Italia. Se sul mercato nazionale la Lega ha raggiunto una struttura solida, sul piano internazionale esistono ancora ampi margini di crescita. Tra le criticità evidenziate ci sono fattori strutturali e organizzativi: stadi poco moderni, modalità di produzione dello spettacolo e anche la collocazione degli orari delle partite, che non sempre favorisce i mercati esteri. "Le nostre gare serali non sempre si allineano con le abitudini dei mercati più importanti", è la riflessione emersa, con particolare riferimento a Paesi extraeuropei. L’idea della media company: un nuovo modello di gestione Per colmare il divario, la Lega sta valutando la creazione di una struttura dedicata alla gestione dei diritti internazionali. L’ipotesi è quella di una media company partecipata da investitori esterni, con funzione esclusivamente commerciale e senza impatto diretto sulla governance del calcio italiano. Si tratterebbe di una società veicolo incaricata di valorizzare e distribuire i diritti televisivi globali, con l’obiettivo di aumentare i ricavi complessivi del sistema. "Non si parla di controllo, ma di investimento", è il principio su cui si basa il progetto, ancora in fase di studio. Un modello già visto in altri mercati L’idea si inserisce in un trend già adottato in altri Paesi europei, dove la centralizzazione e la valorizzazione dei diritti ha permesso una crescita significativa dei ricavi. Il riferimento è ai modelli di Spagna e Germania, spesso citati come esempi di organizzazione più efficiente sul piano commerciale. Il nodo strutturale del calcio italiano Oltre agli aspetti economici, resta il problema più profondo: la struttura complessiva del movimento calcistico italiano. La ridotta disponibilità di talenti nazionali e la distribuzione territoriale poco equilibrata vengono indicati come fattori che incidono sulla competitività complessiva. Il sistema, secondo l’analisi, deve affrontare un doppio percorso: da un lato l’aumento dei ricavi, dall’altro il miglioramento della base sportiva. Una fase di transizione per la Serie A L’apertura verso nuovi investitori e modelli gestionali rappresenta un passaggio significativo per il futuro della Serie A. L’obiettivo dichiarato è quello di non lasciare alcuna opportunità inesplorata, in un contesto globale sempre più competitivo. Il progetto della media company non è ancora definito nei dettagli, ma segna una direzione chiara: trasformare il calcio italiano in un prodotto più forte, strutturato e competitivo sul mercato internazionale.
Andrea Fiorentino · Redattore