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sabato 1 agosto 2026 Calcio · Napoli · Serie A
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Serie A, derby Roma-Lazio nel caos: lo scontro tra Lega e Prefettura travolge calendario, club e tifosi

Il problema non nasce infatti da un imprevisto dell’ultima ora, ma da una pianificazione che appare insufficiente rispetto alla complessità degli eventi da gestire.

Serie A, derby Roma-Lazio nel caos: lo scontro tra Lega e Prefettura travolge calendario, club e tifosi
ROME, ITALY - APRIL 13: Luca Pellegrini of SS Lazio compete for the ball with Matias Soulè of AS Roma during the Serie A match between Lazio and Roma at Stadio Olimpico on April 13, 2025 in Rome, Italy. (Photo by Marco Rosi - SS Lazio/Getty Images)
Il calcio italiano si ritrova ancora una volta ostaggio della propria disorganizzazione. E il caos nato attorno al derby tra AS Roma e SS Lazio rischia di trasformarsi in uno dei casi organizzativi più imbarazzanti dell’intera stagione di Serie A.

Serie A, derby Roma-Lazio nel caos: lo scontro tra Lega e Prefettura travolge calendario, club e tifosi

A tre giorni dalla 37ª giornata, infatti, il calendario del penultimo turno resta ancora incompleto e avvolto nell’incertezza. Una situazione surreale considerando il peso sportivo ed economico delle partite coinvolte, molte delle quali decisive per la corsa europea e per gli equilibri finanziari dei club. Il nodo centrale riguarda proprio il derby della Capitale. La Lega Serie A aveva inizialmente programmato la sfida per domenica 17 maggio alle 12:30, ma la Prefettura di Roma ha respinto l’ipotesi chiedendo lo spostamento a lunedì sera. Il motivo è legato alla contemporanea presenza nella città della finale degli Internazionali d'Italia al Foro Italico, evento destinato a richiamare migliaia di persone nello stesso quadrante urbano. Una sovrapposizione che sarebbe potuta essere evitata molto prima. Le date del torneo tennistico erano note da mesi e proprio questo dettaglio rende ancora più difficile comprendere come si sia arrivati a uno scontro istituzionale tanto pesante a ridosso delle gare decisive della stagione. Il problema non nasce infatti da un imprevisto dell’ultima ora, ma da una pianificazione che appare insufficiente rispetto alla complessità degli eventi da gestire. Da quel momento si è aperto un vero braccio di ferro tra Lega e Prefettura, con tentativi di modifica degli orari, ricorsi e tensioni culminate persino davanti al Tar del Lazio. Nemmeno la proposta di anticipare ulteriormente il derby è riuscita a sbloccare la situazione. Nel frattempo, però, il danno si è allargato ben oltre Roma-Lazio. Per esigenze di contemporaneità e per gli incastri televisivi, il caos sul derby ha infatti trascinato con sé anche altre partite fondamentali, coinvolgendo indirettamente club come SSC Napoli, AC Milan, ACF Fiorentina e Parma Calcio 1913. Le società si trovano così costrette a preparare trasferte, ritiri e organizzazione logistica senza avere ancora certezze definitive su orari e programmazione. Per gli allenatori significa anche modificare piani tecnici e gestione atletica in un momento delicatissimo della stagione, quando ogni dettaglio può fare la differenza. Il peso economico della vicenda è tutt’altro che secondario. La qualificazione tra UEFA Champions League ed UEFA Europa League può valere decine di milioni di euro di differenza nei bilanci dei club. Ecco perché l’incertezza organizzativa assume un valore ancora più grave: si sta giocando una parte decisiva della stagione senza una gestione chiara e definitiva del calendario. Ma le conseguenze più immediate rischiano di ricadere soprattutto sui tifosi. Sono migliaia le persone che avevano già programmato trasferte, spostamenti, pernottamenti e acquisti legati alle partite coinvolte. Ogni rinvio o modifica improvvisa comporta costi aggiuntivi, difficoltà logistiche e disagi che finiscono puntualmente per essere scaricati su chi segue le squadre. Come se non bastasse, sul weekend incombe anche uno sciopero generale proclamato dall’Unione Sindacale di Base, con possibili ripercussioni sui trasporti e sui servizi pubblici. Una variabile ulteriore che rischia di complicare ancora di più una situazione già estremamente fragile. Il paradosso è che tutto questo accade nel momento più importante del campionato, quando il calcio italiano dovrebbe mostrare organizzazione, affidabilità e capacità di gestione. Invece, l’immagine che emerge è quella di un sistema incapace di coordinare esigenze sportive, sicurezza pubblica e programmazione degli eventi. E mentre Lega e istituzioni continuano a confrontarsi sulle responsabilità, a pagare il prezzo più alto sono ancora una volta club e tifosi.
Andrea Fiorentino · Redattore