Basta un lampo, un missile terra-aria scagliato dopo appena centoventi secondi di gioco, per indirizzare un match bloccato e regalare tre punti d'oro che pesano come macigni. Nella seconda giornata del Gruppo C, il Marocco piega la Scozia per 1-0 sul prato americano, congelando la qualificazione e costringendo la selezione di Clarke a un lunedì di riflessioni feroci. Chi si aspettava i fuochi d'artificio è rimasto deluso da novanta minuti avari di emozioni, dove la selezione nordafricana si è limitata a difendere con i denti il vantaggio lampo, sbarrando ogni varco a uno Scott McTominay rimasto l'ultimo a mollare tra i suoi. Il centrocampista del Napoli, ha provato a caricarsi la Tartan Army sulle spalle, ma ha predicato nel deserto di una manovra scozzese apparsa troppo scolastica e prevedibile.
Mondiali, la notte dei rimpianti: McGinn delude e la spinta di Clarke si ferma sul muro di Riad
La fiammata che spacca l'equilibrio arriva al 2' ed è un capolavoro di cinismo: Brahim Diaz inventa la verticale perfetta, Saibari controlla al limite e lascia partire un destro imparabile che fulmina Gunn sotto l'incrocio dei pali. Trovato l'1-0, la squadra di Ouahbi abbassa il baricentro e alza una vera e propria trincea davanti a Bono, rinunciando a pungere e costringendo la Scozia a fare la partita. Gli uomini di Clarke, orfani del cambio di passo del peggiore in campo McGinn, faticano a trovare spazi e perdono anche Ferguson per un problema fisico a inizio ripresa. McTominay ringhia in mezzo al campo, morde le caviglie di Ounahi e cerca lo spazio per l'inserimento letale, ma la retroguardia guidata da Chadi Riad non concede tregua.
Le uniche vere scosse arrivano nel finale di gara: prima Hakimi sfiora il raddoppio con una sventagliata da fuori, poi Brahim Diaz si divora lo 0-2 facendosi murare a botta sicura in contropiede. Al minuto 88 l'ultimo sussulto scozzese porta la firma del gigante azzurro: McTominay si destreggia in area con il fisico e tenta la girata di prima intenzione, ma la sua conclusione esce debole, trasformandosi in una comoda parata per Bounou.
Andrea Alati
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