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domenica 2 agosto 2026 Calcio · Napoli · Serie A
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Scommesse e calcio, il modello europeo che può finanziare la rinascita del sistema italiano

Chi guiderà il calcio italiano sarà chiamato a riaprire il dialogo con il governo per valutare una riforma che, seguendo l’esempio di numerosi Paesi europei, potrebbe offrire al movimento una base economica più solida e orientata allo sviluppo

Scommesse e calcio, il modello europeo che può finanziare la rinascita del sistema italiano
Il rilancio del calcio italiano passa inevitabilmente da nuove risorse. In un contesto economico complesso, l’idea che torna con forza è quella di destinare una quota dei proventi delle scommesse sportive allo sviluppo del movimento.

Scommesse e calcio, il modello europeo che può finanziare la rinascita del sistema italiano

Un meccanismo già adottato in molti Paesi europei e che potrebbe rappresentare una leva strategica anche per la Federazione Italiana Giuoco Calcio.

Nuovi fondi senza pesare sui contribuenti

Il principio è semplice: riconoscere una percentuale del gettito derivante dalle scommesse agli organizzatori degli eventi sportivi su cui si punta. In Italia il volume del betting sportivo ha registrato una crescita costante negli ultimi anni, con il calcio che rappresenta la quota più rilevante della raccolta complessiva. L’ipotesi sostenuta in ambito federale è quella di destinare circa l’1% degli incassi legati al calcio per finanziare infrastrutture, vivai e progetti di base. L’obiettivo non sarebbe quello di aumentare gli stipendi dei calciatori o sostenere operazioni di mercato, ma creare una base economica per investimenti strutturali: campi, centri di formazione, sviluppo del calcio giovanile e accessibilità allo sport.

Il modello francese: una royalty per chi organizza gli eventi

Uno degli esempi più citati è quello della Francia. Seguendo le indicazioni del Parlamento europeo, il sistema francese prevede che una parte delle scommesse sportive venga redistribuita allo sport. Una quota dell’1,8% della raccolta lorda viene destinata all’Agence Nationale du Sport per finanziare attività dilettantistiche, impianti locali e programmi sanitari per gli atleti. Il meccanismo premia l’intero sistema sportivo, con benefici indiretti anche per il calcio professionistico.

Il Portogallo: percentuale diretta a federazione e lega

Il caso più favorevole al calcio è quello del Portogallo. Dal 2015, una tassa specifica sulle scommesse calcistiche prevede che il 3,5% del fatturato venga destinato direttamente alla federazione e alla lega professionistica. Questo consente alla Federação Portuguesa de Futebol di ricevere ogni anno risorse significative, utilizzate per lo sviluppo tecnico e organizzativo. Un modello che molti dirigenti italiani considerano particolarmente efficace per rafforzare l’intero movimento.

Grecia: contributo sulle vincite

Diverso l’approccio adottato in Grecia, dove una quota della tassazione sulle vincite viene redistribuita allo sport. Il sistema prevede una trattenuta progressiva per chi incassa premi superiori a una certa soglia, con i fondi destinati in parte alle leghe professionistiche e in parte allo sport dilettantistico. Il risultato è un flusso economico stabile, seppur legato all’andamento delle vincite.

Turchia: redistribuzione centralizzata

Anche la Turchia ha scelto un modello originale, basato su una redistribuzione centralizzata attraverso l’organismo statale Spor Toto. Una quota del fatturato viene suddivisa tra i club in base alla loro presenza nelle competizioni e nei palinsesti delle scommesse, con una parte destinata alle categorie inferiori per garantire equilibrio e sostenibilità.

Il dibattito in Italia

L’adozione di uno schema simile richiederebbe un confronto tra istituzioni, governo e vertici sportivi. L’idea è quella di utilizzare queste risorse per colmare il gap infrastrutturale, potenziare i settori giovanili e rendere il calcio più competitivo. In questo scenario, la redistribuzione dei proventi delle scommesse rappresenterebbe uno strumento strutturale, non una misura temporanea.
Andrea Fiorentino · Redattore