PSG, Kvaratskhelia ritorna sulla sua avventura a Napoli: “Mi piaceva il soprannome ‘Kvaradona’, qui a Parigi sto molto bene”
L’ex calciatore azzurro, Khvicha Kvaratskelia, in una lunga intervista rilasciata ai microfoni del noto quotidiano “Le Parisien” è tornato a parlare della sua avventura al Napoli, conclusa ormai un anno fa.
NAPLES, ITALY - AUGUST 25: Khvicha Kvaratskhelia of SSC Napoli celebrates after scoring his side's second goal during the Serie match between Napoli and Bologna at Stadio Diego Armando Maradona on August 25, 2024 in Naples, Italy. (Photo by Francesco Pecoraro/Getty Images)
L’ex calciatore azzurro, Khvicha Kvaratskelia, in una lunga intervista rilasciata ai microfoni del noto quotidiano “Le Parisien” è tornato a parlare della sua avventura al Napoli, conclusa ormai un anno fa.
PSG, Kvaratskhelia ritorna sulla sua avventura a Napoli: “Mi piaceva il soprannome ‘Kvaradona’, qui a Parigi sto molto bene”
Questo quanto raccontato dall’ex attaccante azzurro: “Adoro Parigi, mi piace tutto. Più ci penso, più apprezzo il fatto che le persone siano molto rispettose. Quando esci non ti disturbano troppo. Al ristorante, per esempio, chiedono prima di venire a fare una foto. Mi piace molto. E la migliore città dove passeggiare con tua moglie. Quando vieni da un piccolo Paese come il mio, giocare in una delle squadre più grandi del mondo è ovviamente un sogno. Arrivare a Napoli era già qualcosa di molto importante per me. Ero molto orgoglioso. Ma quando il Psg mi ha contattato ho davvero capito di essere diventato un giocatore di livello mondiale. Sono molto fortunato. Anche a Napoli erano anni che non vincevano lo scudetto e siamo riusciti a farlo prima che io lasciassi il club. E successa la stessa cosa al Psg con la Champions League. In Georgia diciamo che se entri in una stanza con il piede destro avrai fortuna. lo quindi sono arrivato a Parigi con il piede giusto. Napoli? Essere paragonato a Maradona è ovviamente pesante. Nessuno può essere paragonato a lui. Ma quando i tifosi mi hanno chiamato Kvaradona ero molto felice perché mostrava quanto mi volessero bene. Mi ha toccato molto e ne ero orgoglioso".
Vincenzo Schiavo
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