Pisacane si racconta: “Giulini mi ha fatto capire che dovevo allenare”
Dalla storica vittoria di San Siro contro il Milan alla salvezza conquistata con il suo Cagliari, Fabio Pisacane si gode il momento più importante della sua giovane carriera da allenatore. Ospite negli studi di Sky Calcio Unplugged, il tecnico rossoblù ha ripercorso il proprio cammino, parlando…
Dalla storica vittoria di San Siro contro il Milan alla salvezza conquistata con il suo Cagliari, Fabio Pisacane si gode il momento più importante della sua giovane carriera da allenatore. Ospite negli studi di Sky Calcio Unplugged, il tecnico rossoblù ha ripercorso il proprio cammino, parlando delle sue idee calcistiche, del rapporto con i giovani e del legame speciale costruito con l’ambiente sardo.
“Mi chiamavano Wikipisa, Giulini mi ha acceso una lampadina”
Pisacane ha raccontato come sia nato quasi casualmente il suo percorso da allenatore, durante il periodo complicato vissuto dopo il terzo grave infortunio al ginocchio ai tempi del Lecce. “Io mi vedevo direttore sportivo”, ha spiegato sorridendo. “Nello spogliatoio mi chiamavano ‘Wikipisa’ perché conoscevo tutti i giocatori”. Poi il confronto con il presidente Giulini cambiò tutto: “Mi disse che secondo lui dovevo fare l’allenatore. In quel momento mi si è accesa una lampadina”.
Il tecnico del Cagliari ha poi sottolineato quanto per lui contino prima le persone e poi gli aspetti tattici: “Preferisco un soldato al 100% piuttosto che un generale al 50%”.
Il rapporto con Borriello, Fabregas e i giovani
Nel corso dell’intervista Pisacane ha ricordato anche il forte rapporto costruito con Marco Borriello ai tempi del Cagliari: “Quando aveva qualche problema cercavo sempre di aiutarlo”.
Parole importanti anche per Cesc Fabregas, conosciuto durante il percorso da allenatore: “Merita tutto quello che ha ottenuto, ciò che ha fatto col Como è straordinario”.
Infine spazio alla gestione dei giovani e della cosiddetta “Generazione Alpha”. Pisacane ha spiegato di non essere favorevole a regole troppo rigide sui telefoni nello spogliatoio: “Vietarli oggi sarebbe inutile. Bisogna capire come comunicare con i ragazzi di questa generazione”.
Antonio Karol Giordano
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