Il gong del calciomercato invernale ha smesso di risuonare, ma a Trigoria il telefono del Direttore Sportivo Frederic Massara continua a scottare. Archiviate le trattative in entrata e uscita, sul tavolo della dirigenza giallorossa resta il dossier più spinoso: quello dei rinnovi. Una partita a scacchi che si gioca sul filo del rasoio, con quattro pedine pesanti in scadenza il prossimo 30 giugno: Paulo Dybala, Stephan El Shaarawy, Zeki Celik e, soprattutto, il capitano Lorenzo Pellegrini.
Roma, rinnovi col freno a mano: Dybala lontano, Pellegrini costretto a scegliere
L'analisi odierna de Il Messaggero dipinge uno scenario a tinte fosche per la "vecchia guardia". Le percentuali di permanenza per il quartetto sono definite drasticamente "basse". La sensazione è che la proprietà voglia chiudere un ciclo per aprirne uno nuovo, più sostenibile e libero da ingaggi monstre. Se per la Joya, il Faraone e il terzino turco l'addio sembra l'ipotesi più concreta, la situazione del numero 7 merita un capitolo a parte. Il nodo, manco a dirlo, è economico. L'attuale stipendio da 4,5 milioni di euro netti è considerato un lusso insostenibile per i nuovi parametri dei Friedkin. Tuttavia, il mercato non sembra offrire sponde migliori al centrocampista. Secondo le indiscrezioni, il Napoli di Antonio Conte – che in passato aveva monitorato il profilo – ha spento i radar, defilandosi definitivamente. Resta timida l'ipotesi Milan, ma a condizioni ben diverse: i rossoneri, in caso di affondo, non si spingerebbero oltre un'offerta di 3-3,2 milioni. Cifre che ridimensionano le pretese del giocatore e rafforzano paradossalmente la posizione della Roma.
In questo vicolo cieco, l'ancora di salvezza si chiama Gian Piero Gasperini. L'ottimo feeling tecnico e umano instaurato con l'allenatore potrebbe essere la chiave di volta. Il piano di Massara è cinico ma pragmatico: mettere sul piatto una proposta di rinnovo a cifre sensibilmente ridotte, facendo leva sulla mancanza di alternative economiche paritarie in Serie A e sulla volontà del giocatore di restare al centro del progetto tecnico del Gasp.
Andrea Alati
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