Pellegrini, la cura Gasperini non basta: la Roma pretende un taglio netto dell'ingaggio per trattenerlo
La stagione di Lorenzo Pellegrini ha vissuto una svolta clamorosa: svincolato dal peso emotivo della fascia, il centrocampista romano è letteralmente sbocciato di nuovo
A volte, perdere i gradi da capitano può rivelarsi la migliore delle terapie. La stagione di Lorenzo Pellegrini ha vissuto una svolta clamorosa: svincolato dal peso emotivo della fascia, il centrocampista romano è letteralmente sbocciato di nuovo, diventando l'ingranaggio perfetto per il calcio ad alto voltaggio preteso da Gian Piero Gasperini. Proprio il tecnico piemontese è diventato il suo primo sponsor, chiedendo alla società di blindare un elemento ormai cruciale per intensità e inserimenti. C'è però un cortocircuito enorme tra le esigenze tecniche del campo e le direttive che piovono dai piani alti di Trigoria.
Roma, Pellegrini pedina d'oro per Gasperini ma non per il bilancio: i Friedkin chiedono un taglio del 50%, il Napoli osserva
Il nodo che rischia di strozzare il rapporto tra Pellegrini e la Roma, infatti, ha un colore esclusivamente verde dollaro. Stando a quanto riportato dalle colonne del Corriere dello Sport, i vertici societari hanno già avviato i primi colloqui esplorativi con i rappresentanti del calciatore, mettendo in chiaro i nuovi, rigidissimi paletti. Il problema principale è il contratto siglato nel 2021 sotto la gestione di Tiago Pinto, un accordo "pesante" che assicura al giocatore circa 6 milioni netti a stagione (che lievitano a 6,5 coi bonus). Cifre che i Friedkin non sono più disposti a sborsare. Il compromesso imposto dal club per far proseguire il matrimonio non ammette troppe repliche: servirà una dolorosa decurtazione dello stipendio, stimata in un taglio di almeno il 50%, per spalmare le risorse su una rosa più ampia e competitiva.
La palla passa ora nelle mani del giocatore. A quasi trent'anni, Pellegrini è perfettamente consapevole di essere arrivato al momento topico della carriera, quello in cui si firma l'ultimo, grande contratto pluriennale. Il bivio è netto e non ammette mezze misure. Da un lato c'è la permanenza nella "sua" città, accettando però un ruolo economicamente ridimensionato e uno status di co-protagonista in nome del progetto collettivo. Dall'altro c'è la tentazione di fare le valigie per garantirsi altrove un palcoscenico di primissima fila, abbinato a un ingaggio di livello superiore. In questo scenario di incertezza, il Napoli si è già messo in scia: il club partenopeo monitora con attenzione l'evolversi della frattura, pronto a sferrare l'assalto per garantire all'azzurro la centralità che la Roma gli sta negando.
Andrea Alati
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