PARMA, ITALY - NOVEMBER 08: Carlos Cuesta, Head Coach of Parma, looks on prior to the Serie A match between Parma Calcio 1913 and AC Milan at Stadio Ennio Tardini on November 08, 2025 in Parma, Italy. (Photo by Alessandro Sabattini/Getty Images)
Il Parma è tornato a sudare sui campi del Mutti Training Center di Collecchio, mettendo nel mirino la delicatissima e affascinante sfida di domenica contro il Napoli. Come riportato da Sportparma, il tecnico spagnolo Cuesta si avvicina all'appuntamento con tanti dubbi di formazione, in bilico tra il sollievo per alcune pedine recuperate e la preoccupazione per un'assenza capitale. Le buone notizie arrivano dalla retroguardia: tornerà arruolabile Mariano Troilo, che ha scontato il proprio turno di squalifica. Il suo rientro riapre il canonico ballottaggio difensivo: l'allenatore dovrà sceglierne tre all'interno di una rosa di quattro centrali formata da capitan Delprato (reduce dal gol all'Olimpico contro la Lazio), Circati (sempre in campo dall'inizio nelle ultime quattro uscite), lo stesso Troilo e Valenti, con Ndiaye sullo sfondo come opzione più defilata. Un pacchetto arretrato chiamato alla prova perfetta: erigere un muro per arginare le letali incursioni di un Napoli in stato di grazia assoluto, capace di raccogliere 15 punti nelle ultime 5 partite. Sulle fasce, inoltre, si registra il prezioso recupero di Pontus Almqvist, tornato ad allenarsi in gruppo e pronto a offrire un'opzione in più.
Parma-Napoli, in difesa torna Troilo: il rebus offensivo dei crociati per arginare gli azzurri
Se la difesa ritrova i suoi effettivi, in attacco è scattato l'allarme rosso. Nel corso della trasferta romana è arrivato il cartellino giallo fatale per Mateo Pellegrino: per somma di ammonizioni, il bomber argentino dovrà concedersi una giornata di stop forzato. Si tratta di un'emergenza assoluta per i crociati. Per la prima volta in stagione, il centravanti non calpesterà il rettangolo verde: una situazione totalmente inedita per mister Cuesta, costretto a reinventare il proprio assetto offensivo per sopperire all'assenza dell'unica vera colonna inamovibile della squadra, sceso in campo sin qui in ben 31 partite su 31, restando sul terreno di gioco per 2.575 minuti (il 92% del totale disponibile).
Per risolvere l'intricato rebus tattico le carte a disposizione non mancano, seppur con gradi di esperienza molto differenti. La prima opzione porta all'esordio dal primo minuto di Nesta Elphege: arrivato a gennaio dal Grenoble, l'attaccante è stato finora impiegato col contagocce, collezionando appena 50 minuti totali in tre scampoli finali di gara. La seconda suggestione, decisamente più affascinante, conduce a Daniel Mikolajewski. Il classe 2006, capocannoniere della Primavera crociata, ha già accumulato 3 convocazioni in prima squadra senza però mai debuttare. A frenare questa pista, tuttavia, c'è il fitto calendario dei giovani emiliani, attesi dal cruciale doppio impegno contro la Juventus U20 (semifinale di Coppa Italia Primavera) e dal 33° turno di campionato di categoria proprio domenica 12 aprile.
Resta viva, e forse tatticamente più solida, l'ultima opzione: rinunciare a un nove puro di ruolo e affidarsi a un attacco "atipico". Cuesta potrebbe pescare dal mazzo Strefezza, Oristanio o Ondrejka, schierandoli in tandem o in un tridente mobile, privo di punti di riferimento per non dare appigli ai granitici centrali di Antonio Conte.
Andrea Alati
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