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giovedì 30 luglio 2026 Calcio · Napoli · Serie A
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Paratici tra passato, futuro e analisi del calcio italiano: “Serve un sistema più moderno”

La giornata dedicata alla “European Golden Boy Top 100” a Solomeo ha riunito diverse figure del calcio internazionale, offrendo un’occasione di confronto su temi sportivi, economici e strutturali. Tra gli interventi più attesi quello di Fabio Paratici, che ha toccato vari argomenti legati al…

Paratici juventus
La giornata dedicata alla “European Golden Boy Top 100” a Solomeo ha riunito diverse figure del calcio internazionale, offrendo un’occasione di confronto su temi sportivi, economici e strutturali. Tra gli interventi più attesi quello di Fabio Paratici, che ha toccato vari argomenti legati al presente e al futuro del calcio italiano ed europeo, partendo anche da un ricordo personale legato a Rocco Commisso.

Calcio italiano tra limiti strutturali e confronto con la Premier League

Paratici ha sottolineato come il calcio italiano abbia perso competitività rispetto alla Premier League, soprattutto per ragioni economiche e di attrattività del campionato. “I migliori calciatori vanno in Inghilterra, anche quelli che emergono in Serie A”, ha spiegato, evidenziando come il campionato italiano sia diventato spesso una tappa di passaggio. Nonostante ciò, ha riconosciuto la qualità dei giocatori italiani, citando esempi come Calafiori e Donnarumma, e ha ribadito che il problema principale non è il talento ma la capacità di programmazione dei club. Settore giovanile, metodologia e responsabilità dei club Ampio spazio è stato dedicato anche alla formazione dei giovani calciatori. Paratici ha criticato l’approccio italiano agli allenamenti, definendolo in parte “arcaico” e poco orientato allo sviluppo individuale. Ha elogiato invece il modello inglese, dove nei settori giovanili fino a una certa età non esistono classifiche, privilegiando la crescita del singolo. Secondo il dirigente, anche il sistema italiano dovrebbe puntare maggiormente su strutture, metodologie moderne e formazione degli allenatori, evitando un uso superficiale della tecnologia e degli algoritmi, che non possono sostituire esperienza e intuizione. Tra Juventus, nazionali e visione dirigenziale Ripercorrendo anche gli anni alla Juventus, Paratici ha definito quell’esperienza una “grande scuola”, sottolineando l’importanza del confronto interno e della crescita collettiva. Infine, sul tema della Nazionale italiana, ha parlato di “dramma sportivo” per le mancate qualificazioni ai Mondiali, evidenziando come rappresentino un campanello d’allarme per l’intero movimento. In chiusura, il dirigente ha ribadito che nel calcio moderno resta centrale la sensibilità umana nella scelta dei giocatori, oltre ogni statistica o algoritmo. Antonio Karol Giordano
Antonio Karol Giordano · Redattore