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venerdì 31 luglio 2026 Calcio · Napoli · Serie A
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Napoli, vincere per l'allungo decisivo: il Maradona spinge Conte verso l'ennesimo capolavoro statistico

Questa sera, sotto i riflettori del Diego Armando Maradona contro il Bologna, il Napoli si gioca esattamente quel piazzamento che il suo condottiero disprezza a parole

Napoli, vincere per l'allungo decisivo: il Maradona spinge Conte verso l'ennesimo capolavoro statistico
MILAN, ITALY - SEPTEMBER 28: Antonio Conte in action during the Serie A match between AC Milan and SSC Napoli at Giuseppe Meazza Stadium on September 28, 2025 in Milan, Italy. (Photo by SSC NAPOLI via Getty Images)
"Il secondo è il primo dei perdenti". Una frase cruda, spietata, rubata al vocabolario del mito Enzo Ferrari e tatuata a fuoco nell'anima sportiva di Antonio Conte. Lo ha ribadito a chiare lettere prima della delicata sfida contro la Lazio, ricordando a tutto l'ambiente che la sua fame agonistica non ammette compromessi né consolazioni. Eppure, il calcio professionistico è un frullatore che mescola ambizione e brutale realismo. Questa sera, sotto i riflettori del Diego Armando Maradona contro il Bologna, il Napoli si gioca esattamente quel piazzamento che il suo condottiero disprezza a parole, ma che nei fatti rappresenta un traguardo fondamentale per certificare il dominio azzurro sul resto delle "umane" della Serie A.

Napoli, l'arma letale della Serie A: i numeri confermano che in Italia il tecnico non scende mai dal podio

Con una vittoria sull'undici rossoblù, la squadra partenopea schizzerebbe a quota 73 punti, scavando un fossato profondissimo tra sé e le inseguitrici. A soli centottanta minuti dal termine del campionato, la Juventus (ferma a 68) e l'agguerrita coppia formata da Milan e Roma (a 67) verrebbero ricacciate a debita distanza. Dietro a un'Inter schiacciasassi, oggettivamente fuori portata con i suoi 85 punti, prendersi la medaglia d'argento significa garantirsi l'accesso ai milioni e al prestigio della prossima Champions League dalla porta principale. E se per il tecnico salentino arrivare secondi significa fallire l'obiettivo massimo, i numeri della sua carriera raccontano una verità diametralmente opposta: nel nostro campionato, l'allenatore azzurro è un'arma letale senza eguali. "Non ti disunire", sussurrava Capuano a Fabietto nel capolavoro di Paolo Sorrentino. E le squadre di Antonio Conte, in Italia, non si disuniscono letteralmente mai. Basta spulciare la mostruosa freddezza del suo storico in Serie A per comprendere la reale magnitudo del suo impatto. Da quando si è seduto al tavolo delle grandi, Conte non è mai sceso sotto il secondo gradino del podio. È un filotto che fa venire i brividi: tre scudetti consecutivi con la Juventus dal 2011 al 2014, un secondo posto e un tricolore con l'Inter tra il 2019 e il 2021, per poi sublimarsi all'ombra del Vesuvio con lo scudetto della passata stagione e l'attuale, solidissima seconda piazza. In sette campionati interi disputati alla guida di una big italiana, Conte ha portato a casa cinque titoli e due medaglie d'argento. Non esiste un margine d'errore, non esiste la mediocrità. È il meraviglioso paradosso del vincente seriale. Quando allena in Italia, Conte ti garantisce matematicamente di lottare per il vertice fino a che le gambe reggono. Un rendimento che assume contorni ancora più leggendari se paragonato alle sue avventure oltremanica. In Premier League, al netto del clamoroso scudetto vinto al debutto con il Chelsea, l'allenatore ha conosciuto anche l'amarezza del quinto posto con i Blues e le montagne russe con il Tottenham (quarto e poi quinto). In Inghilterra si è dimostrato umano, in Italia è semplicemente un cyborg programmato per dominare. Viaggia a medie punti irreali, dai 2,68 della prima Juve dei record ai 2,16 che l'anno scorso hanno cucito il tricolore sul petto del Napoli. Stasera c'è il Bologna da battere per consolidare quel secondo posto che gli va stretto, ma che ribadisce la regola d'oro del nostro calcio: con Antonio Conte in panchina, il peggio che ti possa capitare è guardare tutti dall'alto in basso, tranne uno. Andrea Alati
Andrea Alati · Redattore