Partita più pazza della stagione azzurra. In dieci, sotto la pioggia battente, due rimonte, l'infortunio di McTominay, sconfitta sul gong per un ottimo Genoa bravo ad approfittare delle amnesie della retroguardia partenopea (Buongiorno dietro la lavagna). La decide Hojlund con la sua doppietta...
Napoli United, ma per Buongiorno è notte buia. De Rossi resta specialista in rimonte, poi c'è Rasmus...
La notte più incredibile della stagione del Napoli, che torna a vincere dopo più di un mese in trasferta. Errori da matita blu per Alessandro Buongiorno, col Genoa la vittoria è di rigore al 95'
Una serata folle, carica di errori, infortuni, pioggia e continui ribaltamenti di fronte. A Marassi va in scena una delle partite più emblematiche della stagione del Napoli: sofferta, caotica, ma alla fine vincente. Gli azzurri superano il Genoa 3-2 al termine di un match segnato da episodi decisivi e da una tensione costante fino all’ultimo secondo.
La gara si mette immediatamente in salita per il Napoli. Bastano pochi secondi perché il Genoa conquisti un calcio di rigore: Buongiorno sbaglia clamorosamente la misura di un retropassaggio, Meret prova ad anticipare Vitinha e finisce per travolgerlo in area. L’arbitro Massa, dopo un rapido On Field Review, conferma la decisione iniziale e ammonisce il portiere azzurro.
Dal dischetto Malinovskyi è glaciale: spiazza Meret e firma l’1-0 al 3’. Marassi esplode, mentre il Napoli incassa un colpo durissimo in avvio.
La squadra di Antonio Conte, però, dimostra personalità e lucidità. Dopo una fase iniziale di assestamento, gli azzurri iniziano a palleggiare con maggiore continuità e a schiacciare il Genoa nella propria metà campo.
Tra il 20’ e il 22’ arriva il ribaltone. Prima Hojlund è il più rapido di tutti su una respinta corta di Bijlow e deposita in rete il tap-in dell’1-1. Passa appena un minuto e McTominay, nonostante un fastidio evidente alla caviglia, inventa una giocata di altissimo livello: controllo orientato per eludere Malinovskyi e destro potente dalla distanza che non lascia scampo al portiere rossoblù. È 1-2, Napoli avanti.
Una reazione da grande squadra, come sottolineato anche dalla panchina. Conte scuote i suoi e il Napoli sembra aver preso definitivamente il controllo del match.
La gioia del vantaggio dura però poco sul piano fisico. McTominay accusa un problema al gluteo proprio nell’azione del gol. Stringe i denti, parla con Conte e prova a restare in campo fino all’intervallo. Il tecnico, sconsolato, si lascia andare a una battuta che fotografa il momento: "Tra un po’ gioco io".
All’inizio della ripresa lo scozzese è costretto ad alzare bandiera bianca. Al suo posto entra Giovane, ma l’equilibrio del Napoli ne risente.
Il secondo tempo si apre con un altro episodio chiave, ancora una volta legato a Buongiorno. Dopo l’errore che aveva causato il rigore iniziale, il difensore perde un pallone sanguinoso sotto pressione. Colombo ne approfitta, si invola verso la porta e batte Meret con un mancino diagonale preciso. È 2-2.
Conte non esita: richiama Buongiorno in panchina e inserisce Beukema. Il giocatore viene rincuorato dallo staff e dai compagni, ma l’errore pesa come un macigno sull’andamento della gara.
La partita diventa sempre più nervosa. Juan Jesus viene ammonito per un intervento su Vitinha e, al 76’, rimedia il secondo giallo lasciando il Napoli in dieci uomini. Poco prima era stato espulso anche Ekuban per una trattenuta vistosa in ripartenza, con il Genoa che resta a sua volta in inferiorità numerica.
Sotto un nubifragio che si abbatte su Genova, la gara si trasforma in una battaglia senza logica apparente. Spinazzola, Gutierrez e Lobotka vanno vicini al gol, mentre Conte è costretto a rimescolare le carte: fuori Giovane, dentro Olivera per ridisegnare l’assetto difensivo.
Quando il pareggio sembra ormai scritto, arriva l’ultimo colpo di scena. Al 95’ Cornet commette fallo su Vergara in area: Massa indica nuovamente il dischetto, questa volta a favore del Napoli.
Hojlund si presenta dagli undici metri. Bijlow intuisce e sfiora il pallone, ma non basta: la sfera finisce in rete. È il 3-2 definitivo. Il Napoli, nonostante l’inferiorità numerica e una partita piena di difficoltà, porta a casa tre punti pesantissimi.
Per certi versi, la serata di Marassi è la sintesi perfetta della stagione dei campioni d’Italia. La nuvola fantozziana, per citare il genovese (ma doriano) Villaggio, Scott costretto ad arrendersi all’infortunio, il Napoli va subito sotto, reagisce, si fa riprendere e resta in dieci. Ma non smette mai di crederci.
La vittoria consente alla squadra di Conte di continuare la corsa scudetto, portandosi a meno sei dall’Inter. Il Genoa di De Rossi, invece, incassa l’ennesima sconfitta beffarda nel recupero e resta fermo a quota 23.
GENOA-NAPOLI 2-3 (1T 1-2)
GENOA (3-5-2): Bijlow 5.5; Marcandalli 6, Ostigard 5.5, Vasquez 5.5; Norton-Cuffy 6, Frendrup 5.5, Malinovskyi 6.5, Ellertsson 5.5, Martín 5.5; Vitinha 6.5 (89' Cornet 4.5), Colombo 6.5 (64' Ekuban 6). Allenatore: Daniele De Rossi 6
NAPOLI (3-4-2-1): Meret 5.5; Buongiorno 4 (60' Beukema 6), Rrahmani 6.5, Juan Jesus 5; Gutierrez 5.5, Lobotka 7, McTominay 7.5 (46' Giovane 5.5) (77' Olivera 6), Spinazzola 6; Vergara 6, Elmas 6.5; Hojlund 7.5. Allenatore: Antonio Conte 7
GOL: 3' rig. Malinovskyi (G), 20' Hojlund (N), 22' McTominay (N), 57' Colombo (G), 90+5' rig. Hojlund (N).
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