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martedì 4 agosto 2026 Calcio · Napoli · Serie A
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Napoli, stagione segnata dagli infortuni: lesioni gravi e operazioni, l’emergenza che pesa sulla corsa azzurra

Non si tratta di semplici affaticamenti o stop precauzionali. Sono infortuni strutturali, che cambiano la fisionomia della squadra e impongono adattamenti continui.

Napoli, stagione segnata dagli infortuni: lesioni gravi e operazioni, l’emergenza che pesa sulla corsa azzurra
Una stagione iniziata sull’onda dello scudetto e proseguita tra ostacoli continui. In casa Napoli l’infermeria è diventata una presenza costante, quasi ingombrante.

Napoli, stagione segnata dagli infortuni: lesioni gravi e operazioni, l’emergenza che pesa sulla corsa azzurra

L’ultimo caso è quello di Amir Rrahmani, fermato da una lesione di alto grado al bicipite femorale della coscia sinistra: il quarto stop muscolare in una stagione che definire tormentata non è un’esagerazione. Il dato che colpisce non è solo la quantità degli infortuni, ma la loro gravità. Lesioni di alto grado, tempi di recupero lunghi, interventi chirurgici. Un quadro che, nel calcio moderno, non è così frequente nella sua concentrazione all’interno della stessa squadra. Lesioni gravi e lunghi stop: un’anomalia stagionale Rrahmani si aggiunge a una lista pesante. Prima di lui si erano fermati per problemi muscolari importanti anche Romelu Lukaku, Kevin De Bruyne e Frank Anguissa. Tutti costretti a restare fuori per oltre tre mesi. Nel caso di De Bruyne si è arrivati addirittura all’intervento chirurgico, così come per Giovanni Di Lorenzo, operato al piede. Sotto i ferri anche David Neres per un problema alla caviglia e Billy Gilmour, tradito dalla pubalgia. Non si tratta di semplici affaticamenti o stop precauzionali. Sono infortuni strutturali, che cambiano la fisionomia della squadra e impongono adattamenti continui. Un elenco che si allunga settimana dopo settimana L’emergenza non si limita ai casi più gravi. In infermeria sono transitati, per periodi più o meno lunghi, anche Sergej Milinković-Savić, Scott McTominay, Alessandro Buongiorno, Matteo Politano, Stanislav Lobotka, Leonardo Spinazzola e il portiere Nikola Contini. Siamo solo a metà febbraio e la lista dei disponibili è diventata più corta di quella degli assenti. Una situazione che obbliga lo staff tecnico a rivedere gerarchie, rotazioni e soluzioni tattiche quasi ogni settimana. La seconda stagione dopo lo scudetto La seconda annata dopo un titolo è spesso la più complessa. Le energie mentali si consumano, le pressioni aumentano, il calendario si fa più fitto. In questo contesto, l’accumulo di infortuni ha reso tutto più difficile. La continuità tecnica è venuta meno, la chimica di reparto è stata interrotta più volte e la gestione dei carichi è diventata un tema centrale. Ogni rientro è stato accolto come un nuovo acquisto, ma spesso senza il tempo necessario per ritrovare subito il ritmo partita. Castel Volturno tra recuperi e speranze Nel centro sportivo di Castel Volturno la priorità è una sola: recuperare uomini e stabilità. Perché al di là delle ironie, la sensazione è che questa stagione sia stata segnata da un’eccezionale concentrazione di problemi fisici. Il Napoli resta competitivo, ma l’emergenza ha inciso sulla profondità della rosa e sulla possibilità di mantenere standard elevati con continuità. Per arrivare fino in fondo serviranno gestione, equilibrio e, forse, anche un pizzico di fortuna in più.
Andrea Fiorentino · Redattore