Il semaforo verde tanto atteso è finalmente scattato. Con il definitivo via libera burocratico arrivato dagli uffici della FIFA, il Napoli ha potuto togliere il velo sull'operazione e ufficializzare l'inizio della nuova avventura italiana di Milton Pereyra. Il mistero del volto nuovo intravisto nelle scorse ore al Training Center è ora svelato: non un semplice aggregato d'emergenza, ma un colpo in prospettiva su cui la società ha deciso di puntare forte, fiutando l'affare a parametro zero.
Napoli, gli scatti dell'allenamento svelano un volto nuovo: Pereyra si allena con i big
Argentino, classe 2008, Pereyra sbarca all'ombra del Vesuvio portando in dote il bagaglio formativo di una delle cantere più prestigiose e ruvide del Sudamerica: quella del Boca Juniors. Le prime relazioni stilate sul campo di Castel Volturno parlano di un centravanti moderno, dal potenziale intrigante. Le sensazioni visive confermano quanto di buono appuntato dagli scout: il ragazzo si distingue per una notevole pulizia tecnica e vanta una struttura fisica già ben definita, mostrando una maturità calcistica insospettabile per un diciottenne che non ha ancora completato il suo naturale sviluppo atletico.
L'aspetto più affascinante di questi suoi primi giorni napoletani è però l'immediato battesimo del fuoco. Pereyra non è stato parcheggiato in sala d'attesa, ma è stato subito catapultato sul prato principale per esplicito volere di Antonio Conte. L'allenatore ha preteso di vederlo all'opera sin dal primo minuto, studiandone i movimenti e testandone la tenuta mentale in mezzo ai campioni della Prima Squadra. Nonostante questo prestigioso stage iniziale, il percorso tracciato dal club per il gioiellino argentino è all'insegna della razionalità. Il suo ecosistema naturale, nell'immediato, sarà la formazione Primavera guidata da mister Dario Rocco. Un inserimento graduale che testimonia la volontà di non bruciare le tappe.
Attorno al nome dell'ex Xeneize si è già accesa l'inevitabile curiosità della piazza, ma c'è un rischio da cui il Napoli dovrà proteggerlo. In un calcio italiano cronicamente impaziente, capace di innalzare altari e scavare fosse nello spazio di un mattino, il giudizio su un classe 2008 può diventare pericolosamente affrettato. Il ruolo di punta centrale richiede tempo, lavoro sporco e margini di errore. Per questo, l'imperativo a Castel Volturno è far crescere Pereyra lontano da pressioni asfissianti. Il Napoli lo osserva da vicino, lo accompagna e attende: se le premesse di questi primi giorni saranno confermate, il futuro dell'attacco azzurro potrebbe parlare argentino.
Andrea Alati
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