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venerdì 31 luglio 2026 Calcio · Napoli · Serie A
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Napoli, scivolone a Castel Volturno: la Scafatese spaventa Conte, finisce 2-2

Sulla carta, l'incrocio di Castel Volturno doveva rappresentare un classico collaudo di metà settimana: un test utile per mettere benzina nelle gambe

Napoli, scivolone a Castel Volturno: la Scafatese spaventa Conte, finisce 2-2
Antonio Conte is coaching Napoli during day 8 of the preseason training camp of SSC Napoli in Dimaro Folgarida, Trento, Italy, on July 18, 2024. (Photo by Ciro De Luca/NurPhoto via Getty Images)
Sulla carta, l'incrocio di Castel Volturno doveva rappresentare un classico collaudo di metà settimana: un test utile per mettere benzina nelle gambe, affinare i meccanismi tattici e concedere minutaggio a chi, fino a questo momento, ha vissuto le rotazioni dalla retrovia. Il campo, tuttavia, ha emesso un verdetto decisamente meno scontato, evidenziando come nel calcio non esistano "sparring partner" disposti al ruolo di vittima sacrificale.

Il ritorno di Di Lorenzo non basta a svegliare gli azzurri: contro la Scafatese un pareggio a fari spenti

Secondo quanto raccolto in esclusiva da AreaNapoli.it, l'avvio della formazione azzurra è stato a dir poco da incubo. La Scafatese ha interpretato la partitella con il coltello tra i denti, approfittando di un Napoli compassato e palesemente deconcentrato. L'atteggiamento molle della retroguardia partenopea ha permesso ai campani di passare clamorosamente in vantaggio con una rete di Calzone, seguita a stretto giro dal clamoroso raddoppio firmato dall'esperto Maggio. Un micidiale uno-due che ha certificato un black-out agonistico inaccettabile per gli standard pretesi da un sergente di ferro come Conte. Risvegliatosi dal torpore sotto di due reti, il Napoli ha provato a riordinare le idee, ma la manovra è risultata a lungo farraginosa, priva di quella feroce verticalità che costituisce il marchio di fabbrica della gestione contiana. Ad accorciare le distanze, provando a scuotere i compagni dal torpore generale, è stato Giovane, capace di trovare la zampata vincente al 44esimo minuto, proprio allo scadere di una prima frazione da dimenticare. Nella ripresa, la fisiologica girandola dei cambi ha inevitabilmente spezzettato i ritmi. Conte ha dato spazio a diversi elementi della rosa, sfruttando l'occasione per valutare l'affidabilità delle seconde linee. Tuttavia, per evitare l'onta di una sconfitta, seppur in un test non ufficiale, è servito un colpo di fortuna: il definitivo 2-2 è scaturito infatti da un autogol della retroguardia gialloblù. Un pareggio strappato senza brillare, che suona come un chiaro monito per l'intero spogliatoio. In un pomeriggio denso di nubi, il raggio di sole più luminoso per l'allenatore salentino porta il nome e il cognome del suo leader carismatico. Giovanni Di Lorenzo ha finalmente rimesso piede in campo, e lo ha fatto partendo direttamente dal primo minuto. Ritrovare minuti preziosi, riassaporare le distanze del campo e testare la tenuta atletica dopo il recente, delicato periodo di stop rappresentava la priorità assoluta dello staff medico e tecnico. La risposta del capitano è stata confortante e getta le basi per un suo definitivo reintegro in vista dei prossimi e ben più probanti impegni ufficiali. Oltre a Di Lorenzo, la prima frazione di gioco ha visto l'impiego dal fischio d'inizio anche di pedine fondamentali come Meret, Anguissa ed Elmas, chiamati a mettere minuti sulle gambe ma incappati nella giornata storta dell'intero collettivo. Andrea Alati
Andrea Alati · Redattore