Ci sono notti in cui il destino decide di giocare a dadi con i sentimenti di una piazza intera. La vittoria del Napoli contro il Torino, consumatasi sotto i riflettori del Maradona, è l'emblema perfetto di questa stagione schizofrenica, vissuta costantemente sul filo del rasoio tra l'esaltazione e il tormento dell'infermeria.
Il paradosso del Maradona: Conte riabbraccia De Bruyne e Anguissa, ma la maledizione si abbatte sul gioiello Vergara
Da un lato, il boato liberatorio di Fuorigrotta ha salutato la fine di un incubo. Antonio Conte ha finalmente potuto rimettere sul prato verde due giganti, due pedine che nei piani della società avrebbero dovuto rappresentare l'architrave della squadra: Kevin De Bruyne e Frank Anguissa. Mesi di terapie, di attese logoranti e di assenze pesanti come macigni si sono dissolti al loro ingresso in campo, restituendo agli azzurri quello spessore tecnico che è mancato terribilmente nei momenti più bui dell'anno.
Eppure, come in ogni sceneggiatura drammatica che si rispetti, il tributo da pagare agli dèi del calcio è stato immediato. La nota stonata di una sinfonia altrimenti perfetta è arrivata inesorabile allo scadere del primo tempo, materializzandosi in quel dolore che ha costretto il tecnico salentino a una sostituzione forzata. A dover alzare bandiera bianca è stato proprio lui, il volto più bello, fresco e inatteso di questa annata: Vergara. Il giovane attaccante italiano, capace di collezionare quattordici presenze e di rubare la scena diventando l'appiglio a cui aggrapparsi in una stagione costellata da infortuni, si è dovuto arrendere. Il problema accusato nel corso della prima frazione di gioco, stando a quanto rivelato dal Corriere dello Sport, è una dolorosa fascite plantare, un'infiammazione insidiosa che colpisce il tessuto che collega il tallone alle dita del piede. Adesso il fiato resta sospeso fino a lunedì 9 marzo. Sarà quello il giorno della verità, in cui gli esami strumentali emetteranno il loro responso e valuteranno la reale entità del danno. Il Napoli esce dalla notte del Maradona ritrovando i suoi sovrani, ma si ritrova a pregare per il suo scugnizzo d'oro.
Andrea Alat
Usiamo cookie tecnici e, previo consenso, cookie di profilazione per misurare il
traffico e mostrare annunci pertinenti. Puoi cambiare idea quando vuoi dalla
Cookie Policy.