L'attesa per vedere Kevin De Bruyne illuminare il gioco del Napoli sembra destinata a prolungarsi ancora. Quello che doveva essere il colpo da novanta del centrocampo azzurro si è trasformato, suo malgrado, in un oggetto misterioso fermo ai box dal lontano 25 ottobre. Il problema al flessore della coscia destra si è rivelato più insidioso del previsto e la tabella di marcia per il recupero ha subito una nuova, significativa variazione.
De Bruyne, si prosegue verso la "cura Lukaku": i dettagli sul belga
Inizialmente, l'agenda dello staff sanitario partenopeo aveva cerchiato in rosso il periodo tra fine febbraio e inizio marzo per il ritorno in campo. Una speranza che, alla luce degli ultimi controlli, è svanita. Nonostante il lavoro personalizzato svolto in Belgio e il rientro in Italia ormai imminente, la parola d'ordine a Castel Volturno è "cautela assoluta". Le apparizioni pubbliche del giocatore avevano illuso la piazza, ma la realtà del campo racconta un'altra storia: il muscolo è guarito, ma il motore va riacceso piano.
Per evitare ricadute che chiuderebbero anticipatamente la stagione, De Bruyne dovrà sottoporsi a un percorso di riatletizzazione specifico e graduale. Un programma molto simile a quello adottato – con fortune alterne – per il connazionale Romelu Lukaku. Niente forzature, carichi di lavoro crescenti e test continui. L'obiettivo realistico, calendario alla mano, si sposta dunque in avanti di un mese: Conte spera di riaverlo a piena disposizione solo dopo la sosta per le nazionali di marzo. Se tutto filerà liscio, il "Mago" tornerà a dispensare assist nei primi giorni di aprile, giusto in tempo per il rush finale di un campionato che ha disperatamente bisogno della sua qualità.
Andrea Alati
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