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venerdì 31 luglio 2026 Calcio · Napoli · Serie A
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Napoli, parla De Laurentiis: "Ho rifiutato alcuni miliardi, restiamo in alto con uno stadio di proprietà"

Napoli, parla De Laurentiis: "Ho rifiutato alcuni miliardi, restiamo in alto con uno stadio di proprietà"
Aurelio De Laurentiis rompe un lungo silenzio mediatico e lo fa direttamente dagli Stati Uniti, consegnando alle colonne della La Gazzetta dello Sport una lunghissima intervista destinata a fare rumore e a dettare la linea strategica della dirigenza partenopea per i prossimi anni. Nessun ridimensionamento all'orizzonte, nessuna paura dei fondi speculativi e, soprattutto, una difesa a spada tratta del valore della rosa attuale, considerata già competitiva ai massimi livelli se la sfortuna non ci avesse messo lo zampino. Il presidente azzurro blinda il futuro del club con dichiarazioni perentorie, spedendo un messaggio chiarissimo a tutta la piazza: "Il Napoli sarà, come da sempre, forte, competitivo e attraente. A tutti i napoletani dico semplicemente che la nostra squadra resterà dove merita, in alto".

Napoli, il manifesto d'America: "Al prossimo allenatore chiedo entusiasmo, la rosa è da scudetto"

​Il dossier più caldo è ovviamente quello legato alla successione in panchina, con l'attesa per l'annuncio ufficiale di Massimiliano Allegri che si avvicina. Il numero uno della Filmauro traccia l'identikit del nuovo timoniere senza fare nomi, ma fissando paletti caratteriali chiarissimi, salutando al contempo il passato recente: “Al prossimo allenatore chiedo di avere una grande personalità, umiltà ed entusiasmo. Napoli è una società sana e forte, con una rosa alla quale non manca nulla e che se non avesse subito decine di infortuni avrebbe sicuramente lottato per lo scudetto fino alla fine. L'addio di Conte? Con Antonio c’è un rapporto di famiglia che resterà intatto nel tempo. Ripeto, la squadra è forte e resta tale”. ​Ma lo sguardo del patron va ben oltre il rettangolo verde di Castel Volturno, focalizzandosi sugli asset patrimoniali che dovranno garantire la crescita del brand a livello internazionale nei prossimi decenni. San Giovanni a Teduccio e la ricerca del nuovo polo sportivo restano le priorità assolute della sua agenda: "I prossimi anni li dovrò dedicare a risolvere due problemi importanti: stadio di proprietà e centro sportivo. Due problemi che mi impegneranno completamente nel prossimo futuro. Quando penso al Napoli, penso però al colore più bello, quel colore azzurro che congiunge all’orizzonte mare e cielo facendoli diventare una inimitabile immensità". ​L'intervista tocca anche corde macroeconomiche, rivelando retroscena clamorosi sulle proposte d'acquisto rispedite al mittente in questi anni di gestione virtuosa, lanciando al contempo una proposta di riforma per i calendari internazionali, tesa a tutelare i calciatori dalle troppe partite: "Dal 2017 a oggi ho ricevuto svariati interessamenti per il Napoli e ho rifiutato alcuni miliardi… Adesso dovremmo puntare a fantastici campionati nazionali con un numero minore di squadre, dotate però di capacità economiche e finanziarie e di bacini di utenza importanti, e dovremmo considerare importanti anche i campionati europei e mondiali per club, sempre trovando modalità che tutelino la salute dei calciatori, che non dovrebbero mai rischiare la loro incolumità giocando troppe partite. Non sono quindi preoccupato se fondi dovessero acquisire club europei. La preoccupazione semmai è che queste acquisizioni possano avvenire in un contesto stantio, senza guardare al futuro". ​Infine, una battuta sul suo tour personale negli stadi della Coppa del Mondo, dove ha potuto osservare da vicino l'efficienza delle strutture americane e seguire i propri tesserati impegnati con le rispettive selezioni nazionali: “Sto guardando le partite con mia moglie, i miei collaboratori e qualche amico. Ho visto Svizzera-Bosnia dal vivo al SoFi per onorare la nazione di mia moglie Jacqueline. Stadio straordinario, accoglienza perfetta. Una grande organizzazione anche nella viabilità e nei parcheggi, tutto senza file. Ho appena visto anche Belgio-Iran per salutare Kevin De Bruyne e Romelu Lukaku, due giocatori del Napoli. Gli Stati Uniti, invece, solo in tv: sono una squadra molto interessante…”. Andrea Alati
Andrea Alati · Redattore