Napoli, nuovo stadio, l'ipotesi prende forma: De Laurentiis guarda all’ex raffineria Q8, bonifica entro il 2028
Il Comune, secondo quanto emerso, non è contrario alla costruzione di un nuovo stadio, pur mantenendo l’intenzione di riqualificare lo Stadio Diego Armando Maradona. Il dialogo è aperto.
Il futuro del Napoli potrebbe nascere a est della città. Non è più solo una suggestione: l’area dell’ex raffineria Q8 a San Giovanni a Teduccio è concretamente tra le opzioni sul tavolo per il nuovo stadio voluto da Aurelio De Laurentiis. A confermarlo è l’avvocato Marco Di Lello, consulente legale Q8, intervenuto a Radio Crc.
Napoli, nuovo stadio, l'ipotesi prende forma: De Laurentiis guarda all’ex raffineria Q8, bonifica entro il 2028
L’operazione è ambiziosa. Le cifre parlano di un investimento tra i 500 e i 600 milioni di euro. Un progetto che non riguarderebbe solo l’impianto sportivo, ma un più ampio piano di rigenerazione urbana.
L’area: 38 ettari e la bonifica più importante d’Italia
L’ex raffineria si estende su 38 ettari ed è attualmente interessata da un intervento di bonifica di tipo A, il più complesso e oneroso previsto dalla normativa. I lavori sono partiti da un paio d’anni e, secondo le stime, potrebbero concludersi tra la fine del 2027 e l’inizio del 2028.
Il sito porta con sé un’eredità pesante: durante la Seconda Guerra Mondiale il deposito fu bombardato e oggi il sottosuolo presenta criticità legate alla presenza di idrocarburi. È un intervento profondo, strutturale, tra i più rilevanti a livello europeo.
Solo dopo la chiusura della bonifica l’area potrà realmente essere trasformata.
Il modello: rigenerazione urbana sullo stile Emirates
De Laurentiis ha visitato personalmente la zona, informandosi su costi e opportunità. L’idea non è solo costruire uno stadio moderno, ma inserirlo in un contesto di riqualificazione più ampio. Il modello di riferimento, ha spiegato Di Lello, è l’Emirates Stadium di Londra: un impianto che ha fatto da motore a un intero quartiere.
Napoli Est è considerata dall’amministrazione comunale una scommessa strategica. Il piano regolatore vigente prevede già destinazioni residenziali e logistiche nell’area. Se interessi pubblici e privati dovessero collimare, il progetto potrebbe diventare sostenibile anche grazie a fondi regionali e nazionali.
Il Comune, secondo quanto emerso, non è contrario alla costruzione di un nuovo stadio, pur mantenendo l’intenzione di riqualificare lo Stadio Diego Armando Maradona. Il dialogo è aperto.
Le alternative e il nodo collegamenti
Le aree realmente disponibili per un investimento di questo tipo sarebbero due: Bagnoli e San Giovanni a Teduccio. Bagnoli resta indietro sul fronte bonifiche. L’area Caramanico, spesso evocata, non sarebbe libera e richiederebbe ulteriori interventi complessi.
Sul piano logistico, San Giovanni può contare su una stazione ferroviaria e sull’asse viario della 162 bis. Non c’è la metropolitana, ma il Comune ha avviato il potenziamento dei BRT, autobus ad alta capacità che migliorano i collegamenti.
Fuorigrotta resta oggi meglio servita nel complesso, ma soffre per l’accessibilità automobilistica nei giorni di partita. Il tema trasporti sarà centrale in qualsiasi scelta.
Trattativa riservata, ma interesse concreto
Di Lello è stato chiaro: “Il presidente è informato su costi e condizioni dell’area”. Sui dettagli di un’eventuale trattativa, però, massimo riserbo. La proprietà del sito coinvolge i vertici della Q8 e, quindi, anche il governo del Kuwait.
L’interesse del Napoli è reale. Resta da capire se si tradurrà in un accordo formale.
Il fronte arbitrale: attacco ai vertici Aia
Nel corso dell’intervento radiofonico, Di Lello ha toccato anche il tema arbitrale, tornando sugli episodi di Atalanta-Napoli. Da ex arbitro, ha condiviso la lettura critica sull’intervento del Var, giudicato non necessario in assenza di un “chiaro ed evidente errore”.
Parole dure anche verso i vertici dell’Aia e il designatore Gianluca Rocchi, ritenuto non adeguato al ruolo. Una posizione netta, che si inserisce nel clima teso delle ultime settimane.
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