Napoli, nessuno dei "fantastici 4" venerdì: contro il Torino centrocampo da reinventare
L’ultimo a fermarsi è stato Lobotka, uscito acciaccato dalla trasferta di Verona. In casa azzurra filtra prudenza: si spera in un problema lieve, ma i precedenti di questa stagione suggeriscono cautela.
C’erano una volta i “Fab Four”. Un’etichetta suggestiva, quasi musicale, per raccontare il centrocampo che avrebbe dovuto cambiare la dimensione del Napoli: Stanislav Lobotka, André-Frank Zambo Anguissa, Scott McTominay e Kevin De Bruyne. Tecnica, fisicità, inserimenti, leadership. Un reparto costruito per dominare.
Napoli, nessuno dei "fantastici 4" venerdì: contro il Torino centrocampo da reinventare
Venerdì sera, contro il Torino, non ce ne sarà nemmeno uno in campo dal primo minuto.
Un’assenza totale che pesa più dei singoli
L’ultimo a fermarsi è stato Lobotka, uscito acciaccato dalla trasferta di Verona. In casa azzurra filtra prudenza: si spera in un problema lieve, ma i precedenti di questa stagione suggeriscono cautela.
McTominay, invece, è fermo da un mese. L’infiammazione tendinea che lo ha costretto a uscire all’intervallo di Genoa-Napoli non gli ha più dato tregua. Il suo rientro contro i granata appare improbabile. La sensazione è che si preferisca non forzare, evitando ricadute in una fase cruciale del campionato.
Anguissa e De Bruyne rappresentano l’unico spiraglio. Se tutto procederà senza intoppi, potrebbero tornare almeno in panchina. Sarebbe già una notizia, dopo settimane di assenza.
L’ultima volta insieme: 25 ottobre
Il Napoli dei “Fab Four” si è visto per l’ultima volta il 25 ottobre, nella notte del Maradona contro l’Inter. Una vittoria netta, autorevole, impreziosita proprio dai gol di De Bruyne, McTominay e Anguissa. Sembrava l’inizio di un ciclo. È rimasta un’istantanea.
Da allora, infortuni e stop a catena hanno smontato quel progetto di centrocampo totale. Non è solo una questione tecnica, ma simbolica. Quel quartetto rappresentava la nuova identità voluta da Antonio Conte: intensità, qualità, controllo del ritmo.
Conte e la resilienza forzata
Il paradosso è che il Napoli è rimasto competitivo nonostante l’assenza prolungata dei suoi uomini chiave. Conte ha dovuto rimescolare carte, adattare interpreti, ridisegnare equilibri. La resilienza è diventata una necessità più che una virtù.
Contro il Torino si vedrà un centrocampo diverso, probabilmente più prudente, forse meno brillante ma chiamato a garantire sostanza. La priorità non sarà lo spettacolo, ma l’equilibrio.
Rimpianti e realtà
È inevitabile chiedersi cosa sarebbe stato il Napoli con i “Fab Four” integri per tutta la stagione. La profondità tecnica di quel reparto lasciava immaginare un percorso più lineare, meno frammentato.
Ma il calcio non si gioca con i condizionali. Si gioca con chi è disponibile.
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