Napoli modello virtuoso in Serie A: conti in attivo, ma mercato bloccato. Juve e Inter affondano nei debiti
Definire il Napoli semplicemente come “il club meno indebitato” sarebbe persino riduttivo. I numeri raccontano di una gestione prudente, basata su equilibrio economico, autofinanziamento e sostenibilità, principi che dovrebbero rappresentare il riferimento per l’intero sistema.
Nel panorama economico del calcio italiano emerge un paradosso difficile da ignorare. Il Napoli è, di gran lunga, il club meno indebitato della Serie A, con una solidità finanziaria certificata dai numeri.
Napoli modello virtuoso in Serie A: conti in attivo, ma mercato bloccato. Juve e Inter affondano nei debiti
Eppure, proprio la società partenopea si ritrova con il mercato bloccato, mentre club fortemente esposti come Juventus e Inter continuano a operare nonostante bilanci profondamente in rosso. Un cortocircuito regolamentare che solleva interrogativi sulla reale efficacia delle norme di controllo finanziario.
Napoli in attivo: liquidità superiore ai debiti di 137 milioni
I dati pubblicati da Calcio e Finanza fotografano una situazione inequivocabile. Il Napoli presenta un debito finanziario netto negativo: la liquidità disponibile supera i debiti finanziari per 137 milioni di euro. In termini tecnici, il club è in attivo. Un caso praticamente unico nel calcio italiano di vertice, che rende la società di Aurelio De Laurentiis la meno indebitata dell’intera Serie A.
Definire il Napoli semplicemente come “il club meno indebitato” sarebbe persino riduttivo. I numeri raccontano di una gestione prudente, basata su equilibrio economico, autofinanziamento e sostenibilità, principi che dovrebbero rappresentare il riferimento per l’intero sistema.
Le due classifiche di Calcio e Finanza: lordo e netto a confronto
Calcio e Finanza ha elaborato due diverse graduatorie, basate sui bilanci dei club che hanno partecipato all’ultimo campionato di Serie A, con dati aggiornati al 30 giugno 2025.
La prima classifica prende in considerazione l’indebitamento lordo. In questa graduatoria, la Juventus guida il gruppo con oltre 740 milioni di euro di debiti, di cui circa 255 milioni legati al factoring. Un dato in netto aumento rispetto ai 638,9 milioni dell’anno precedente. Subito dietro si colloca l’Inter con circa 660 milioni, in calo rispetto ai 734,8 milioni del 2024 grazie anche al nuovo bond emesso per rifinanziare le obbligazioni precedenti. Terza la Roma, che scende a 611 milioni, con un peso rilevante dei finanziamenti dei soci, destinati però a essere convertiti in capitale.
Seguono il Milan con 391 milioni, la Lazio con 303 milioni e il Napoli con circa 300 milioni di euro, cifra che include circa 173 milioni legati al mercato, compensati però da crediti verso altre società per 109 milioni.
Il dato che conta davvero: i debiti finanziari netti
La vera chiave di lettura, però, è un’altra. Come sottolinea Calcio e Finanza, “il parametro più utilizzato nelle analisi finanziarie è quello dei debiti finanziari netti, calcolati come differenza tra debiti finanziari e disponibilità liquide”. È questo l’indicatore preso a riferimento anche dalla UEFA per valutare la sostenibilità economica dei club.
Ed è qui che il quadro cambia radicalmente. La Juventus resta il club più esposto della Serie A con un debito finanziario netto di 302,8 milioni di euro, in aumento rispetto all’esercizio precedente. Alle sue spalle l’Inter con 248,4 milioni, quindi la Roma con 153,4 milioni. Tutte società che presentano un’esposizione finanziaria rilevante e strutturale.
Il Napoli, invece, chiude questa classifica all’ultimo posto, ma in senso virtuoso: nessuna esposizione reale, bensì un surplus di liquidità. Una condizione di salute finanziaria che non trova eguali nel campionato italiano.
Il paradosso regolamentare: Napoli fermo, big indebitate operative
Ed è proprio qui che emerge la contraddizione. Nonostante questi numeri, il Napoli si è visto limitare l’operatività sul mercato, mentre club con centinaia di milioni di debiti continuano a muoversi con relativa libertà. Una situazione che alimenta il dibattito sull’efficacia e sull’equità delle regole finanziarie applicate al calcio italiano.
Il caso Napoli diventa così emblematico di un sistema che, anziché premiare la virtuosità, rischia di penalizzarla. Un modello gestionale fondato sull’equilibrio economico e sulla sostenibilità viene di fatto ostacolato, mentre strategie basate su indebitamento strutturale e continui rifinanziamenti restano tollerate.
De Laurentiis e il nodo sportivo
In questo contesto si inseriscono anche le tensioni sportive e gestionali, con una fase delicata nei rapporti tra Aurelio De Laurentiis e Antonio Conte. Una crisi che, inevitabilmente, si intreccia con le difficoltà operative sul mercato, nonostante conti che raccontano una realtà diametralmente opposta rispetto a quella di molte concorrenti.
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