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giovedì 30 luglio 2026 Calcio · Napoli · Serie A
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Napoli, Mina irrita ancora, Højlund protesta: "Gli arbitri lo lasciano fare" e scoppia la polemica social

Secondo quanto emerso e rilanciato sui social, Mina avrebbe pizzicato l’avversario in una zona sensibile nel tentativo di destabilizzarlo.

Napoli, Mina irrita ancora, Højlund protesta: "Gli arbitri lo lasciano fare" e scoppia la polemica social
Quando c’è Yerry Mina in marcatura, gli attaccanti sanno che la partita non sarà solo tecnica. Il difensore colombiano continua a far parlare di sé per il suo stile ruvido e provocatorio, un mix di contatti fisici, provocazioni verbali e marcature al limite che spesso finiscono sotto i riflettori.

Napoli, Mina irrita ancora, Højlund protesta: "Gli arbitri lo lasciano fare" e scoppia la polemica social

L’ultimo episodio è arrivato durante la sfida tra Napoli e Cagliari, con protagonista Rasmus Højlund. L’attaccante danese ha lamentato un comportamento scorretto durante un duello in area. Secondo quanto emerso e rilanciato sui social, Mina avrebbe pizzicato l’avversario in una zona sensibile nel tentativo di destabilizzarlo. Un gesto non rilevato né dall’arbitro né dal VAR, ma che ha rapidamente acceso la discussione online. "Non è la prima volta che succede", ha scritto Højlund commentando uno dei post circolati sui social. Il centravanti ha poi rincarato la dose con parole dirette: "Yerry Mina non gioca a calcio. Gli arbitri continuano a lasciargli fare tutto". Un’accusa netta, che ha riportato al centro del dibattito il modo di difendere del colombiano. Uno stile che divide Il comportamento di Mina non è una novità. Nel corso degli anni il difensore si è costruito la reputazione di marcatore vecchia scuola, capace di entrare nella testa degli avversari prima ancora che nel gioco. Tra provocazioni verbali e contatti al limite, diversi attaccanti hanno già vissuto situazioni simili. Anche Álvaro Morata in passato aveva raccontato episodi di trash talking durante i duelli con il colombiano. Il caso più ricordato riguarda però Victor Osimhen, che aveva ricevuto un trattamento analogo quando indossava ancora la maglia del Napoli. Un precedente che ha rafforzato l’idea di una strategia difensiva costruita anche su provocazioni psicologiche. Polemica e silenzio arbitrale L’episodio non è stato sanzionato e questo ha alimentato ulteriormente la discussione. "Serve più attenzione su queste situazioni", è il pensiero diffuso tra i commenti dei tifosi, mentre la direzione arbitrale è finita nel mirino per non aver rilevato il gesto.
Andrea Fiorentino · Redattore