Napoli, McTominay, il motore totale azzurro: sempre in campo, decisivo ovunque, leader silenzioso
Nel Napoli di Antonio Conte è una certezza assoluta, un riferimento tecnico e caratteriale capace di adattarsi a ogni contesto tattico senza mai perdere efficacia.
Scott McTominay è molto più di un centrocampista: è un sistema completo. Gioca sempre, gioca ovunque e, dettaglio tutt’altro che secondario, segna. Nel Napoli di Antonio Conte è una certezza assoluta, un riferimento tecnico e caratteriale capace di adattarsi a ogni contesto tattico senza mai perdere efficacia.
Napoli, McTominay, il motore totale azzurro: sempre in campo, decisivo ovunque, leader silenzioso
La sua forza sta nella versatilità interpretata con personalità. Seconda punta, mezz’ala d’inserimento, interno di centrocampo, mediano puro: ogni ruolo viene fatto proprio, riletto attraverso fisicità, tempi d’inserimento e intelligenza posizionale. Come accade agli attori veri, non si limita a recitare una parte, la trasforma.
A confermarlo sono i numeri e l’utilizzo continuo. Domani a Genova, contro il Genoa, Conte lo schiererà ancora una volta dal primo minuto al fianco di Lobotka in mediana. Sarà la quindicesima presenza consecutiva da titolare in Serie A, la ventottesima partita di fila giocata senza interruzioni tra Napoli e nazionale, la trentaquattresima dall’inizio della stagione. Un rendimento da stakanovista autentico.
Come sottolinea il Corriere dello Sport in un’analisi firmata da Fabio Tarantino, McTominay è in cima alla classifica interna del Napoli per minuti disputati: 2.801 complessivi. In Serie A è secondo solo a Kalulu della Juventus, mentre allargando lo sguardo ai cinque principali campionati europei, soltanto Szoboszlai e Enzo Fernández hanno giocato più di lui in stagione, Mondiale per Club escluso. Un dato che certifica affidabilità, continuità e centralità nel progetto tecnico.
La sua evoluzione tattica racconta molto del Napoli degli ultimi mesi. In avvio era stato impiegato da seconda punta accanto a Lukaku, poi da mezz’ala sinistra nel 4-3-3 del tricolore, successivamente aveva ampliato il raggio d’azione con i Fab Four, fino allo spostamento definitivo in mediana. Un cambio di ruolo che non ne ha ridotto l’impatto, anzi: le prestazioni sono rimaste convincenti, mature, determinanti.
E c’è anche il capitolo gol, che rende McTominay un valore aggiunto raro. È un centrocampista, ma anche un “centravanti aggiunto”, un goleador di scorta sempre pronto. In stagione ha segnato nove reti complessive, dietro solo a Hojlund nella classifica interna: cinque in Serie A e quattro in Champions League. Pesantissime, come la doppietta dell’11 gennaio contro l’Inter a San Siro, simbolo di una presenza che va oltre il ruolo assegnato.
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