Napoli, Manna, ipotesi Roma? Il futuro del direttore sportivo passa dalla scelta di De Laurentiis
De Laurentiis sa di avere davanti un dirigente giovane, ambizioso e in crescita, ma deve decidere se affidargli davvero una parte centrale del futuro del Napoli oppure aprire a una separazione senza strappi.
Nel Napoli delle decisioni sospese e dei confronti silenziosi, c’è anche la posizione di Giovanni Manna a occupare uno spazio sempre più centrale. Se per Antonio Conte il futuro appare legato soprattutto alla sua volontà personale, per il direttore sportivo il quadro è diverso: sarà Aurelio De Laurentiis a stabilire tempi, margini e direzione della vicenda.
Napoli, Manna, ipotesi Roma? Il futuro del direttore sportivo passa dalla scelta di De Laurentiis
Negli ultimi giorni presidente e dirigente si sono incontrati più volte, segnale di un dialogo fitto e tutt’altro che formale. Sul tavolo non c’è soltanto la permanenza di Manna a Castel Volturno, ma una riflessione più ampia sul ruolo che il dirigente potrà avere nel progetto tecnico dei prossimi anni. E, soprattutto, sul valore che il club intende riconoscergli dopo un biennio vissuto tra intuizioni brillanti e passaggi più controversi.
Intanto, da Roma continuano ad arrivare segnali concreti. La nuova area tecnica giallorossa considera Manna il profilo ideale per costruire una struttura moderna e più aggressiva sul mercato. I Friedkin, secondo quanto filtra, sarebbero pronti a garantirgli un ingaggio superiore rispetto a quello attuale, oltre a una maggiore autonomia operativa. Un aspetto che inevitabilmente pesa nelle valutazioni del dirigente.
A Napoli, però, la situazione resta aperta. Manna ha ancora due anni di contratto e De Laurentiis può scegliere diverse strade. La più rigida prevederebbe la conferma alle condizioni attuali. Poi c’è l’ipotesi di un rilancio economico, pensato per blindarlo e allontanare ogni tentazione di addio. Infine, non viene esclusa una separazione concordata, soluzione che fino a poche settimane fa sembrava improbabile ma che oggi viene considerata uno scenario reale.
Il lavoro di Manna in azzurro continua a dividere valutazioni e giudizi. La sua prima estate da uomo mercato del Napoli aveva convinto quasi tutti: gli arrivi di McTominay, Buongiorno e Neres avevano dato l’impressione di una strategia lucida, costruita con idee precise e una visione internazionale. Operazioni che avevano rafforzato la credibilità del dirigente anche all’interno del club.
Più complicata, invece, la seconda fase della sua gestione. Alcune trattative non hanno prodotto gli effetti sperati e il mercato successivo ha lasciato diversi interrogativi aperti. L’intuizione Alisson nel mercato invernale è stata letta come un tentativo di rilancio tecnico e progettuale, ma non abbastanza per cancellare le perplessità emerse negli ultimi mesi. Anche l’arrivo di Giovane si inserisce in una linea giovane e futuribile che però, almeno per ora, attende ancora conferme definitive sul campo.
È proprio questo equilibrio instabile tra luci e ombre a rendere la vicenda particolarmente delicata. De Laurentiis sa di avere davanti un dirigente giovane, ambizioso e in crescita, ma deve decidere se affidargli davvero una parte centrale del futuro del Napoli oppure aprire a una separazione senza strappi.
La sensazione è che il presidente voglia evitare tensioni interne e prendere una decisione definitiva nel più breve tempo possibile. Perché il Napoli che verrà, tra panchina, mercato e nuovi equilibri societari, non può permettersi altre zone grigie.
E in questo momento, più che nelle mani di Manna, il suo destino sembra essere completamente nelle mani di De Laurentiis.
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