C'è un rumore di fondo che stride con la storia recente del club partenopeo. Come evidenziato dall'analisi de La Gazzetta dello Sport, il tracollo casalingo contro la Lazio ha enfatizzato il disagio di una squadra che, da un anno e mezzo a questa parte, sembra andare contro la propria natura. Il Napoli offensivo e straripante del passato ha lasciato il posto a un attacco inaridito, un paradosso se si considera la storicità di Antonio Conte, da sempre rassicurante in fase realizzativa con le sue precedenti formazioni.
La storia azzurra racconta di una vocazione offensiva esaltante. Con interpreti e guide tecniche differenti, il Napoli è stato capace di flirtare con la soglia dei cento gol stagionali, spingendosi a 94 reti in 38 partite con Maurizio Sarri, e divertendo con le 74 e 77 marcature dell'era Spalletti. Dopo l'involuzione post-terzo scudetto (55 reti), il primo anno della gestione Conte ha portato il tricolore con "soli" 59 gol, un dettaglio esistenziale giustificato dalla vittoria finale. Quest'anno, però, la tendenza al ribasso si è accentuata in modo preoccupante: a cinque giornate dal termine, il pallottoliere è fermo a 48 reti. Una media di 1,45 gol a partita (0,10 in meno rispetto all'anno scorso) che ha trasformato gli ultimi sedici metri in una vera e propria terra arida. I numeri della gara contro la Lazio sono impietosi: zero tiri in porta e uno sterile 0,49 alla voce expected goals (xG).
Dal tricolore alla siccità offensiva: Hojlund non decolla e il Napoli di Conte si scopre sterile
Eppure, fa notare la Rosea, la società non ha badato a spese nel biennio per assecondare le richieste tattiche del suo allenatore, investendo circa centocinquanta milioni di euro per il reparto avanzato. L'attacco è stato rivoluzionato a suon di milioni: prima i 30 sborsati per portare Lukaku via dal Chelsea, seguiti da un'altra trentina per Neres. Poi, perso Kvaratskhelia nel gennaio del 2025 e tamponato con Okafor, il club ha rilanciato pesantemente: 50 milioni per Hojlund (6 di prestito e 44 di riscatto), 35 per Lucca, circa 28 per Lang. Infine, a gennaio 2026, l'uscita in prestito di L&L ha finanziato gli innesti di Giovane (20 milioni) e Alisson Santos (16,5 milioni). Una potenza di fuoco clamorosa che, finora, ha prodotto solo le polveri bagnate ammirate contro la formazione di Sarri.
I numeri individuali confermano le difficoltà di reparto. Se un anno fa Romelu Lukaku recitò il ruolo di principe del gol, fondamentale per l'economia della squadra fu l'apporto di Scott McTominay, trasformatosi in attaccante aggiunto con 12 reti in campionato. La trama, seppur al ribasso, si sta ripetendo quest'anno: l'unico centravanti andato in doppia cifra finora è Rasmus Hojlund, fermo a quota 10 in Serie A, seguito a ruota proprio dal solito McTominay a quota 8. Il centrocampista scozzese continua a metterci una pezza, ma il "mal di gol" di questo Napoli iper-finanziato resta un rebus che Conte dovrà risolvere al più presto.
Andrea Alati
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