Il calciomercato non si gioca solamente sull'erba verde, ma vive di scacchiere silenziose, di scrivanie e di uffici chiusi a chiave. All'ombra del Vesuvio si respira un'aria di potenziale, clamorosa rivoluzione dirigenziale. Al centro del mirino c'è Giovanni Manna, l'attuale architetto del mercato azzurro, corteggiato con un pressing sempre più asfissiante dalla Roma. E mentre il presidente Aurelio De Laurentiis erige un proverbiale muro di gomma, La Gazzetta dello Sport sgancia la bomba del possibile erede: il profilo di Tony D'Amico si staglia all'orizzonte, pronto a raccogliere il pesante testimone in caso di fumata bianca sull'asse Napoli-Capitale.
Non solo campo, è febbre da ds: l'intrigo di mercato sull'asse De Laurentiis-Friedkin
La Roma fa sul serio. La dirigenza giallorossa ha individuato in Manna il profilo ideale per ricostruire un progetto tecnico che necessita di nuove geometrie e certezze dietro le quinte. Il corteggiamento viene descritto come insistente, una goccia continua che prova a scavare la roccia. Tuttavia, per strappare il dirigente dalla tolda di comando partenopea, occorre fare i conti con il tempismo e, soprattutto, con la granitica volontà di Aurelio De Laurentiis. Al momento, il patron azzurro non ha lanciato alcun segnale di apertura, tenendo saldamente in mano il timone dell'area sportiva e blindando, almeno formalmente, il suo attuale direttore. Ma nel calcio, si sa, le barricate possono crollare di fronte alle sirene e alle motivazioni giuste.
Se l'asse con la Capitale dovesse improvvisamente surriscaldarsi portando ai saluti anticipati di Manna, il club azzurro non si farebbe certo trovare impreparato. Il nome caldo, caldissimo, rilanciato dalla "rosea", è quello di Tony D'Amico. Un professionista navigato che vedrebbe in Napoli non una semplice poltrona alternativa, ma la grande e definitiva consacrazione della carriera. Una destinazione descritta come "molto gradita" dall'ex dirigente, già pronto a preparare le valigie e a tuffarsi nel catino ribollente del Maradona qualora si aprisse anche un solo, piccolissimo spiraglio. Un piano di riserva di lusso, insomma, che De Laurentiis tiene in caldo nel cassetto delle emergenze.
In questa complessa e delicatissima partita a scacchi, la Roma non può ovviamente permettersi di rimanere col cerino in mano. Consapevole delle oggettive difficoltà nell'ammorbidire la resistenza del Napoli, il club giallorosso valuta con attenzione le alternative. Oltre a Manna, i fari capitolini sono infatti puntati su Cristiano Giaretta, ex volto dell'Udinese e attuale artefice delle fortune del Pafos, club cipriota protagonista di una stagione entusiasmante.
Andrea Alati
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