SALSBURG, AUSTRIA - JULY 30: Mario Gila of SS Lazio during the international friendly match SS Lazio v Qatar on July at the SAK 1914 stadium 30, 2022 in Salsburg, Austria. (Photo by Marco Rosi - SS Lazio/Getty Images)
Il nome di Mario Gila rimane scolpito con i caratteri della priorità assoluta nei taccuini di mercato del Napoli, intenzionato a regalare a Massimiliano Allegri un elemento di spessore internazionale per la retroguardia. Il venticinquenne centrale catalano, pilastro della retroguardia della Lazio, ha attirato su di sé i fari delle big grazie a un mix di rapidità e pulizia negli interventi. Tuttavia, come rivelato dall'edizione odierna del Corriere dello Sport, l'assalto azzurro si sta scontrando frontalmente con una vera e propria muraglia eretta ai vertici del club biancoceleste.
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A infiammare la vicenda è lo scenario contrattuale del calciatore spagnolo, il cui accordo con la Lazio scadrà il 30 giugno 2027. Gila ha già fatto trapelare una linea chiarissima: non vi è alcuna intenzione di sedersi al tavolo per firmare un prolungamento dell'accordo, una scelta strategica che lo accomuna a molti big del mercato e che costringe Formello a fare riflessioni profonde per evitare il rischio di una svalutazione nei prossimi mesi. Davanti a questo scenario di potenziale debolezza contrattuale, la risposta del presidente Claudio Lotito è stata di una rigidità assoluta. Il patron laziale ha voluto spegnere sul nascere qualsiasi velleità di sconto o di blitz low cost, blindando il difensore dietro una valutazione ufficiale monstre pari a ben trenta milioni di euro.
Un prezzo di partenza altissimo, che risponde a precise e insindacabili logiche finanziarie interne al club capitolino. In primo luogo, sulle spalle della dirigenza biancoceleste pesa il vecchio accordo siglato con il Real Madrid, che conserva un diritto pari al 50% sull'incasso della futura rivendita del centrale, un vincolo blindato che dimezzerebbe immediatamente qualsiasi plusvalenza finendo per asfissiare i margini di profitto del club. A questo scoglio di natura economica si sommano le pesanti nubi strategiche che avvolgono il destino di Alessio Romagnoli, il cui futuro a Roma resta fortemente in bilico. Perdere contemporaneamente i due pezzi pregiati della retroguardia esporrebbe la Lazio a un ridimensionamento tecnico insostenibile: per questo motivo la linea societaria resta immutabile, Gila viene considerato un patrimonio aziendale da difendere a oltranza e nessun dialogo verrà avviato senza un assegno a sei zeri in grado di far saltare il banco.
Andrea Alati
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