Il nome che sta togliendo il sonno ai vertici operativi di Castel Volturno è quello di Adrien Rabiot. Il centrocampista francese, reduce da un'annata da trascinatore assoluto all'ombra della Madonnina, è finito in cima alla lista dei desideri stilata dal nuovo timoniere partenopeo Massimiliano Allegri. Secondo le ultime indiscrezioni raccolte dalla redazione di Sportmediaset, il tecnico livornese avrebbe individuato nel suo storico scudiero il prototipo ideale di fisicità, inserimenti e carisma necessario per erigere la diga di centrocampo.
Il ritorno del Duca, Allegri chiama Rabiot: il Napoli prepara il blitz a fari spenti
I fili della diplomazia non si sono ancora intrecciati in contatti ufficiali tra la compagine partenopea e l'entourage del transalpino, gestito come sempre dalla madre-agente Veronique, ma il gradimento strategico da parte dell'allenatore toscano è totale e incondizionato. Lo scoglio più imponente che si frappone tra l'idea e la firma sulla scrivania risiede nelle rigide pieghe di natura economica. L'ingaggio percepito dal mediano transalpino viaggia su parametri siderali rispetto ai tetti salariali tradizionali imposti dalla presidenza azzurra. Per aggirare il problema senza alterare la stabilità dello spogliatoio, Giovanni Manna sta studiando una complessa architettura contrattuale: sul piatto verrebbe messa una base fissa più contenuta, legata a un pacchetto corposo di bonus facilmente raggiungibili in base alle presenze personali e ai traguardi della squadra.
Il destino di questa fiammata estiva è strettamente legato al valzer delle uscite che sta interessando la rosa partenopea, con fari puntati sul futuro di Frank Zambo Anguissa. Il centrocampista camerunense è finito nel mirino del Galatasaray, pronto a tentare l'assalto definitivo: la sua eventuale partenza per la Turchia garantirebbe al Napoli sia la plusvalenza necessaria sul cartellino, sia lo spazio di manovra ideale nel monte ingaggi per tentare l'affondo sul francese. La vera trincea da espugnare resta però quella di Casa Milan. La dirigenza rossonera, nel bel mezzo del proprio terremoto societario, valuta il cartellino del classe 1995 non meno di venti milioni di euro, complici i sei gol pesanti messi a referto nell'ultima stagione. La trattativa si preannuncia lunga e tortuosa, ma il magnetismo di Allegri potrebbe essere la chiave di volta per convincere il Duca a sposare la causa del Golfo.
Andrea Alati
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