Le scorie della battaglia di Marassi non si misurano solo nei punti in classifica, ma si leggono chiaramente negli occhi lucidi di un gigante ferito. Alessandro Buongiorno è diventato, suo malgrado, il volto umano della sofferenza difensiva del Napoli. L'errore in disimpegno che ha spianato la strada a Colombo per il momentaneo 2-2 del Genoa non è stato solo un incidente tecnico, ma la miccia che ha fatto esplodere un disagio covato forse da tempo.
Napoli, Conte al bivio: insistere su Buongiorno o concedergli un turno di riposo
Come sottolinea l'edizione odierna del Corriere dello Sport, a colpire non è stato tanto lo svarione – cose di campo, cose che capitano anche ai migliori – quanto la reazione viscerale del ragazzo. Le telecamere hanno catturato un momento di estrema fragilità: le lacrime che hanno rigato il volto del difensore e il pianto liberatorio continuato successivamente. Segnali inequivocabili di un momento di grande difficoltà psicologica per un giocatore solitamente glaciale.
Ora la palla passa ad Antonio Conte. Il tecnico salentino, maestro nella gestione degli uomini prima ancora che degli schemi, è chiamato a una decisione delicatissima in vista della gara di domani. Le valutazioni in corso a Castel Volturno sono profonde: insistere su Buongiorno per offrirgli l'immediata chance del riscatto e dimostrargli fiducia cieca, o concedergli un turno di riposo per permettergli di staccare la spina e riordinare le idee. La composizione del terzetto difensivo è mai come oggi un rebus. Ma una certezza c'è: Buongiorno è un patrimonio del Napoli che va tutelato e recuperato al più presto.
Andrea Alati
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