A volte il mercato è fatto di sliding doors, di nomi che avrebbero potuto cambiare la storia e che invece restano solo appunti su un taccuino. Mauro Meluso, ex direttore sportivo del Napoli nella tormentata stagione post-Scudetto, ha aperto il libro dei ricordi ai microfoni di Gianlucadimarzio.com, svelando retroscena inediti su quella che lui stesso definisce un'annata "complicata".
Meluso: "Arrivai in una situazione complicata, dopo una stagione gloriosa"
Il rimpianto più grande ha un nome e un cognome che oggi fa tremare le difese d'Europa: Benjamin Sesko. "Ho un po’ di rammarico perché avrei potuto fare qualcosa in più", confessa Meluso. "Chi avrei voluto prendere? Mi ero prefissato di portare a Napoli Sesko per l'attacco. Era un obiettivo concreto". Non solo l'attacco, anche la difesa era al centro dei pensieri, soprattutto con l'arrivo in panchina di Walter Mazzarri. "Il mister voleva puntare forte su Arthur Theate, difensore mancino che conosceva bene. Purtroppo non siamo riusciti a prenderlo. Non era facile operare in una stagione in cui è sempre mancata continuità tecnica".
L'analisi di Meluso è lucida anche sulle proprie responsabilità. Arrivare dopo Giuntoli e lo Scudetto era una missione quasi impossibile. "Difficile dire se io sia riuscito o meno a sfruttare la chance, ma va detto che era una situazione complicata, dopo una stagione super gloriosa. Fu difficile impormi come ero abituato a fare". Nonostante il "flop" sportivo di quell'anno, Meluso non dimentica i momenti alti e chiude con un messaggio di stima verso la proprietà. "Ricordo bene la gestione di tanti momenti vissuti, fu un’annata disgraziata ma al presidente Aurelio De Laurentiis va tutta la mia gratitudine". Il motivo è semplice: "Grazie a lui ho fatto la Champions League, ho pranzato con Florentino Perez prima di Real Madrid-Napoli. Sono esperienze indimenticabili che porto dentro".
Andrea Alati
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