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venerdì 7 agosto 2026 Calcio · Napoli · Serie A
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Napoli, la muraglia di Conte: difesa da record e numeri da scudetto

Il Napoli riparte da dove aveva lasciato: una difesa impenetrabile, vero marchio di fabbrica di Antonio Conte.

Napoli, la muraglia di Conte: difesa da record e numeri da scudetto
Il Napoli riparte da dove aveva lasciato: una difesa impenetrabile, vero marchio di fabbrica di Antonio Conte.

Napoli, la muraglia di Conte: difesa da record e numeri da scudetto

Dopo aver conquistato il tricolore con appena 27 gol subiti lo scorso anno – miglior retroguardia in Serie A e in Europa – gli azzurri mostrano numeri ancora più impressionanti in questo avvio di stagione, riporta il Corriere dello sport. Numeri che parlano: xG ai minimi storici Due partite, zero gol incassati, appena 17 tiri concessi. Ma il dato che più colpisce è quello relativo agli xG/tiro (expected goals per conclusione): lo scorso anno era 0,08, ora è sceso a 0,05, segno che i tiri subiti hanno una pericolosità quasi nulla. L’xG complessivo per partita è di 0,46, contro lo 0,81 della stagione scorsa. Tradotto: il Napoli concede poco e quel poco difficilmente si trasforma in un’occasione reale. Contro Sassuolo e Cagliari, Meret ha vissuto due gare di ordinaria amministrazione. Il modello Conte: prima non prenderle “Prima non prenderle” è stato il mantra di Conte sin dalla presentazione a Napoli. Lo era alla Juve dei record e lo è stato anche altrove. L’allenatore ha modellato una squadra che difende in undici: Gli attaccanti sono i primi difensori; Politano lavora a tutta fascia; Lobotka si sacrifica come mediano aggiunto; I terzini entrano dentro al campo in fase di costruzione, ma restano attenti in marcatura. Il sistema può variare, ma l’idea resta immutata: equilibrio e compattezza, anche nei momenti di difficoltà. Gli uomini chiave della retroguardia azzurra Dal portiere Meret, protagonista degli ultimi due scudetti, al nuovo arrivato Milinkovic-Savic; da Rrahmani, leader del reparto, a Buongiorno, acquisto prezioso; passando per Juan Jesus, jolly sempre utile. Quest’anno Conte potrà contare anche su: Beukema (30 milioni dal Bologna), il giovane Marianucci (in crescita dopo l’arrivo dall’Empoli), i consolidati Di Lorenzo, Olivera e Spinazzola, e presto Gutierrez. Senza dimenticare la fisicità di Anguissa e il contributo delle punte, spesso decisive in fase di non possesso. Una difesa che è un progetto di squadra La solidità non è frutto dei soli difensori, ma di un’idea collettiva che permea tutta la squadra. Ogni reparto contribuisce a proteggere la porta, e l’identità tattica resta chiara anche nei cambi di modulo.
Andrea Fiorentino · Redattore