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venerdì 31 luglio 2026 Calcio · Napoli · Serie A
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Napoli, la frenata di Hojlund: il bomber a secco da due mesi, ma il record personale è a un passo

Il centravanti del Napoli, dopo aver trascinato l'attacco azzurro per larghi tratti della stagione, sembra essersi improvvisamente smarrito

Napoli, la frenata di Hojlund: il bomber a secco da due mesi, ma il record personale è a un passo
Il centravanti del Napoli, dopo aver trascinato l'attacco azzurro per larghi tratti della stagione, sembra essersi improvvisamente smarrito sul più bello. Un digiuno che, come evidenziato da Goal.com, dura da oltre due mesi e che viaggia di pari passo con un finale di campionato in apnea per la squadra di Antonio Conte. Eppure, in un'annata vissuta costantemente in trincea a causa del flop fisico di Lukaku e dell'assenza cronica di un vero vice, il danese ha ancora nel mirino un clamoroso record personale e il pesantissimo pass per la prossima Champions League. Per ritrovare l'ultimo graffio del bomber danese bisogna riavvolgere il nastro fino al 14 marzo, giorno della sofferta rimonta al Maradona contro il Lecce (2-1). In quell'occasione, Hojlund capitalizzò da par suo una letale discesa di Politano, firmando il momentaneo pareggio con una zampata da vero rapace d'area. Da quel momento, però, il buio. Sotto la gestione offensiva di Conte, il contributo realizzativo dell'ex atalantino si è drasticamente prosciugato. Nelle ultime settimane, il centravanti si è limitato al lavoro sporco e a un paio di preziosi assist: la sponda per il pareggio di McTominay a Parma e il suggerimento di lunedì scorso per il momentaneo 2-2 di Alisson Santos contro il Bologna. Nel mezzo, solo l'illusione ottica della rete contro la Cremonese, derubricata ad autogol per la deviazione netta di Terracciano sul suo tiro.

Hojlund, la stanchezza presenta il conto: in campo per tutto l'anno senza ricambi, ora lo sprint finale

La frenata primaverile, per quanto rumorosa, nasconde però un paradosso statistico di non poco conto. Hojlund, infatti, non ha quasi mai segnato con questa continuità nel corso della sua giovane carriera nei massimi campionati. Le 10 reti messe a referto in questa Serie A gli hanno permesso di superare il suo vecchio primato italiano (9 gol nell'unica annata all'Atalanta) e di eguagliare il tetto massimo raggiunto lo scorso anno in Premier League con la maglia del Manchester United. Questo significa che, trovando la via della rete in una delle ultime due sfide in calendario contro Pisa e Udinese, il danese fisserebbe il suo nuovo record assoluto di marcature in un campionato nazionale professionistico (escludendo le giovanili del Copenaghen). Hojlund ha dovuto letteralmente tirare la carretta da solo. Arrivato per tamponare l'emergenza legata al forfait di Romelu Lukaku (il quale ha chiuso di fatto la peggiore stagione della sua carriera senza mai rendersi davvero utile), il danese si è caricato il peso dell'intero reparto offensivo. Un lavoro reso ancor più gravoso dalle scelte di mercato invernali: la cessione di Lucca a gennaio non è stata bilanciata dall'arrivo di un alter-ego tattico, bensì dall'innesto di Giovane, un elemento dalle caratteristiche diametralmente opposte. I numeri parlano chiaro: 31 presenze in Serie A (di cui 30 da titolare), alle quali si sommano le fatiche di Champions League, Coppa Italia e Supercoppa. Straordinari massacranti che hanno fatalmente offuscato la mira sotto porta, ma che non precludono un ultimo, disperato scatto d'orgoglio per chiudere l'annata scrivendo la storia personale e blindando il futuro europeo del club. Andrea Alati
Andrea Alati · Redattore