Napoli, il ritorno di De Bruyne resta un’incognita: tre settimane sarebbero un evento
Il belga è atteso in città per riprendere il filo del discorso con il campo. Ma tra il rientro a Napoli e il ritorno in partita c’è una strada che non ammette scorciatoie.
Centoventi giorni sono un’eternità nel calcio moderno. Per Kevin De Bruyne lo sono stati ancora di più, scrive Gazzetta. L’infortunio contro l’Inter ha segnato uno spartiacque nella sua stagione e, forse, anche in quella del Napoli. Da allora intervento chirurgico ad Anversa, rieducazione, lavoro silenzioso lontano dai riflettori. Ora qualcosa si muove.
Napoli, il ritorno di De Bruyne resta un’incognita: tre settimane sarebbero un evento
Il belga è atteso in città per riprendere il filo del discorso con il campo. Ma tra il rientro a Napoli e il ritorno in partita c’è una strada che non ammette scorciatoie.
Le tappe del recupero: riatletizzazione, poi gruppo
La fase clinica è alle spalle. L’operazione è stata superata, la rieducazione completata. Adesso comincia il tratto più delicato: la riatletizzazione. È il momento in cui i muscoli devono tornare a sopportare carichi, cambi di ritmo, torsioni. È il momento in cui il corpo risponde, o manda segnali da interpretare.
Solo dopo arriveranno gli allenamenti in gruppo. E solo allora si potrà parlare di convocazione.
Tre settimane? Un mese? Forse di più. Le scadenze, in questi casi, sono ipotesi. La realtà la dettano le sensazioni quotidiane, i test, le reazioni dopo ogni seduta.
Conte e la prudenza necessaria
Antonio Conte sa bene quanto pesi l’assenza di De Bruyne nel suo impianto tecnico. Non è soltanto qualità tra le linee: è visione, gestione dei tempi, leadership naturale. Ma forzare il rientro sarebbe un errore strategico.
Un De Bruyne in campo tra tre settimane sarebbe un evento, quasi una sorpresa. Il Napoli, però, non può permettersi il lusso di bruciare un recupero così delicato per inseguire una data simbolica. La stagione azzurra volge al termine e le priorità devono essere calibrate con lucidità.
Il Mondiale come faro
Nella testa del giocatore c’è un appuntamento che sovrasta tutto: il Mondiale. È l’obiettivo che orienta ogni scelta, ogni passo nel programma di recupero. Tornare per una o due partite di campionato conta, ma non quanto arrivare all’estate al massimo della condizione.
Il futuro in azzurro, poi, resta un tema aperto. Nessuno oggi può dire con certezza se l’anno prossimo sarà ancora al centro del progetto. Anche per questo, il finale di stagione assume un valore particolare.
De Bruyne rientra, sì. Ma il vero ritorno sarà quello alla piena integrità fisica. E su quello, più che sulle date, si gioca la partita più importante.
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