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venerdì 31 luglio 2026 Calcio · Napoli · Serie A
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Napoli, il patto di Lavezzi: "Mai in un'altra squadra italiana per rispetto dei napoletani. Forse un giorno tornerò"

L'ex idolo del San Paolo ha deciso di mettere a nudo la sua anima, raccontando il dramma personale che lo ha travolto

Napoli, il patto di Lavezzi: "Mai in un'altra squadra italiana per rispetto dei napoletani. Forse un giorno tornerò"
Lavezzi e Cavani esultano dopo il goal del momentaneo vantaggio del Matador contro il Chelsea. Ottavi di finale, Champions League 2010/2011.
Ezequiel Lavezzi getta la maschera. L'ex idolo del San Paolo ha deciso di mettere a nudo la sua anima, raccontando il dramma personale che lo ha travolto negli ultimi anni. Attraverso una toccante lettera affidata alla rubrica "Consapevolezze" di Gianlucadimarzio.com, l'argentino ha squarciato il velo sulle sue fragilità, affrontando a cuore aperto il tunnel della malattia mentale, la rinascita grazie agli affetti più cari e, inevitabilmente, il legame viscerale e mai spezzato con la piazza partenopea.

Napoli, il dramma di Lavezzi: "Ho vissuto nell'oscurità della depressione. Ma ora sono rinato"

Il racconto dell'ex attaccante parte dal periodo più buio della sua esistenza, esploso alla fine del 2023. Un malessere invisibile ma devastante che lo ha paralizzato. "Per mesi pensieri negativi si sono impossessati della mia testa. Continuavano a riempirla, non si fermavano mai. Era la depressione. Si era presentata nella mia vita senza chiedere il permesso", confessa Lavezzi. Una morsa soffocante, descritta con cruda lucidità: "Avete presente quei momenti in cui vi manca la terra sotto ai piedi? Quelli in cui avete come la sensazione che qualcuno vi stringa con forza la gola, impedendovi quasi di respirare?". Dopo aver toccato il fondo, la svolta è arrivata grazie al supporto della moglie e dei figli (Tomas e il piccolo Vittorio), che gli hanno dato la forza di affidarsi a specialisti in una clinica psichiatrica, una scelta che il Pocho oggi rivendica con orgoglio, invitando chi soffre a non isolarsi e a chiedere aiuto. Il calcio, che da ragazzino lo aveva salvato dalle cattive strade del suo quartiere argentino (fatto di armi e droga), lo ha portato sul tetto del mondo. Ma è all'ombra del Vesuvio che l'argentino ha trovato la sua vera casa. Ripercorrendo le tappe della sua carriera, Lavezzi svela un retroscena di mercato legato al suo sbarco in Italia: la Dea gli offriva di più, ma il richiamo di Diego fu irresistibile. "L’Atalanta aveva raggiunto i soldi che chiedevo, ma quando si è presentato il Napoli non ho avuto dubbi. Per noi argentini era la squadra di Maradona. Ho rinunciato a dei soldi, ma sentivo di dover scegliere l’azzurro". A Napoli, l'attaccante si è trasformato definitivamente nel Pocho, trascinando a suon di strappi e sorrisi la squadra fino alla qualificazione in Champions League. Un rapporto così radicale ed esclusivo da dettare anche le sue scelte professionali future, impedendogli di tradire quei colori: "Ed è per il rispetto e l’affetto che avevo per quella gente che ho sempre rifiutato proposte di squadre italiane. Un amore troppo intenso e puro". Oggi Lavezzi non sente la mancanza del pallone giocato, ha chiuso in anticipo e senza rimpianti per godersi la famiglia, ma lanciando un messaggio finale che riaccende la fantasia del tifo campano: "Non so cosa ci sarà nel mio futuro. Forse tornerò a Napoli, chi lo sa". Andrea Alati
Andrea Alati · Redattore