CASTEL DI SANGRO, ITALY - AUGUST 03: Amir Rrahmani of SSC Napoli in action during the pre-season friendly match between Napoli and Stade Brestois 29 at Stadio Teofilo Patini on August 03, 2025 in Castel di Sangro, Italy. (Photo by Giuseppe Bellini/Getty Images)
La classifica sorride, se la si compara alle numerose defezioni subite durante questa stagione, ma i numeri nascondono un'insidia che rischia di compromettere il finale di stagione. Il Napoli di Antonio Conte guarda tutti dall'alto del suo terzo posto, posizionato in scia alle milanesi Inter e Milan, eppure porta con sé una zavorra statistica che nel calcio italiano raramente perdona: una difesa colabrodo. L'obiettivo dichiarato è blindare la qualificazione alla prossima Champions League, ma per trasformare il traguardo in realtà serve un'inversione di tendenza immediata proprio lì dietro.
Napoli, la Champions passa dalla difesa: 25 gol presi, peggior retroguardia tra le big
A lanciare l'allarme è un'analisi spietata evidenziata dal Corriere dello Sport: tra le prime sette forze del campionato, il Napoli è la squadra che ha incassato più reti. Il pallottoliere segna 25 gol subiti in 25 giornate, una media esatta di una rete al passivo ogni novanta minuti. È un dato che stona rumorosamente con le ambizioni di vertice e, soprattutto, con l'illusione di solidità creata all'alba del campionato. L'avvio di stagione, infatti, aveva illuso la piazza con due clean sheet consecutivi contro Sassuolo e Cagliari, suggerendo la nascita di un bunker che, col passare dei mesi, ha mostrato invece crepe strutturali.
Come se non bastasse la tendenza negativa, la sfortuna ci ha messo il carico da novanta. Nel momento topico della stagione, la retroguardia azzurra perde il suo generale. L'infortunio di Amir Rrahmani è una mazzata per gli equilibri di Conte: il difensore kosovaro sarà costretto ai box per un paio di mesi, lasciando un vuoto di leadership e posizionamento difficilissimo da colmare. Senza la sua guida, la linea arretrata perde non solo fisicità, ma anche le letture preventive che in diverse occasioni avevano mascherato le amnesie di reparto. Il primo banco di prova per il nuovo assetto d'emergenza sarà uno dei più severi che il calendario possa offrire: la trasferta contro l'Atalanta. La sfida di Bergamo assume i contorni di un crocevia fondamentale. La Dea, pur inseguendo il Napoli in classifica con meno punti, può vantare un'organizzazione difensiva nettamente superiore, con soli 21 gol incassati finora. Una differenza che sottolinea quanto la squadra di Palladino, storicamente a trazione anteriore, abbia trovato quell'equilibrio che agli azzurri oggi manca disperatamente. Per restare nell'Europa che conta, Conte ha una sola missione: ritrovare l'impermeabilità perduta, anche senza il suo uomo migliore.
Andrea Alati
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