Napoli
Napoli, il luminare Cugat decide il futuro di Buongiorno: Allegri incrocia le dita per evitare l'operazione
Il futuro immediato della difesa del Napoli e di Alessandro Buongiorno non si decide sui prati del ritiro estivo in Trentino, ma nei corridoi asettici delle cliniche di Barcellona. Il difensore azzurro è volato in Catalogna per mettere il proprio ginocchio destro nelle mani di uno dei massimi esperti mondiali del settore sportivo, nel tentativo di scongiurare lo scenario più drammatico.
Il bivio di Barcellona per Buongiorno: dal mese di stop all'incubo dei tre mesi senza campo
Come svelato dall'edizione odierna del Corriere dello Sport, il crocevia fondamentale per decifrare l'entità del problema al tendine passa inevitabilmente per il consulto con il professor Ramon Cugat. Un luminare assoluto, abituato a maneggiare e rimettere in sesto le carrozzerie dei più grandi fuoriclasse del pianeta, chiamato ora a stabilire il percorso terapeutico più idoneo per restituire il gigante della retroguardia a Massimiliano Allegri. Sul tavolo della clinica spagnola ballano due scenari diametralmente opposti, due vie che decideranno non solo i tempi di rientro del giocatore, ma le stesse strategie di mercato dell'intero club campano. Il primo sentiero, quello illuminato dall'ottimismo, porta alla terapia conservativa: se Cugat dovesse dare il via libera per evitare il bisturi, Buongiorno potrebbe smaltire il problema e tornare a ruggire in campo nel giro di un mese o un mese e mezzo. L'altra strada, invece, assume i contorni cupi. Qualora il consulto dovesse certificare l'ineluttabilità di un nuovo intervento chirurgico, i tempi di recupero si dilaterebbero in modo drastico e letale. Si andrebbe verso uno stop forzato di circa tre mesi, un lasso di tempo infinito che priverebbe il Napoli del suo inestimabile muro difensivo per tutta la primissima e cruciale parte della stagione. Andrea Alati
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