C'è un cantiere sempre aperto all'ombra del Vesuvio, un laboratorio in cui Antonio Conte e la dirigenza azzurra stanno gettando le fondamenta per il centrocampo del domani. Il Napoli del futuro, infatti, potrebbe puntare con estrema decisione su una marcata "linea verde". L'obiettivo strategico è cristallino: affidare progressivamente le chiavi del reparto a giovani talenti, pronti a maturare e ad assumersi responsabilità sempre più pesanti nel cuore del gioco.
Napoli, il futuro passa dal centrocampo: Vergara cresce, Atta osservato
A tracciare i contorni di questo ambizioso ricambio generazionale è un'approfondita analisi della Gazzetta dello Sport. Tra le mura di Castel Volturno, il percorso di Antonio Vergara procede con raziocinio: il gioiellino azzurro sta continuando il suo percorso di crescita, imparando i segreti del mestiere muovendosi alle spalle dei giocatori più esperti della rosa. Una maturazione interna che si abbina perfettamente alla polivalenza di Eljif Elmas. Il macedone, infatti, ha dimostrato ancora una volta una grande duttilità, rivelandosi un prezioso jolly capace di ricoprire molteplici ruoli mantenendo intatta la qualità delle sue giocate. Il Napoli sembra dunque irremovibile nel voler costruire un reparto dinamico e sfrontato, capace di garantire altissima intensità nel presente e un'ampia prospettiva per gli anni a venire.
Ma la "gioventù al potere" non si nutre esclusivamente di risorse interne. Lo sguardo della direzione sportiva scruta attentamente le occasioni del mercato, e tra i profili monitorati spicca il nome di Arthur Atta. Il ventitreenne centrocampista, attualmente in forza all'Udinese, gode da diverso tempo del forte apprezzamento della dirigenza partenopea. Il suo identikit risponde perfettamente alle esigenze del club: il suo sbarco sotto il Vesuvio porterebbe un'iniezione di energia e freschezza alla mediana, caratteristiche ritenute letteralmente fondamentali per l'evoluzione del progetto tecnico.
A fare da collante tra le ambizioni di mercato e le certezze del campo c'è poi Billy Gilmour. A ventiquattro anni, lo scozzese vanta già un pedigree di assoluto rispetto. Forte di un'importante esperienza pregressa in Premier League, il centrocampista risulta ormai ampiamente rodato dopo aver vissuto due stagioni da protagonista nel Napoli di Antonio Conte. Gilmour trova fisiologicamente spazio in questa nuova linea giovane, imponendosi non solo come una mezzala di gamba, ma anche come un raffinato interprete capace di impostare il gioco. È proprio questa doppia dimensione a renderlo un elemento tremendamente prezioso, l'equilibratore ideale per la costruzione e le geometrie della squadra che verrà.
Andrea Alati
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