Napoli, il fallimento dei “Fab 4”: talento senza equilibrio e un equivoco tattico che pesa
La sconfitta contro la Lazio ha riportato tutto a galla con forza. Non è stata una serata storta isolata, ma l’ennesima conferma di un limite strutturale.
C’era un’idea affascinante alla base dei cosiddetti “Fab 4” del Napoli: mettere insieme qualità, esperienza e visione per dominare il centrocampo e dettare legge in Serie A. Sulla carta, un progetto ambizioso. Sul campo, però, la realtà ha raccontato tutt’altro. Ne parlano i quotidiani nazionali sportivi...
Napoli, il fallimento dei “Fab 4”: talento senza equilibrio e un equivoco tattico che pesa
Perché il punto non è più discutere se il sistema funzioni o meno. Il problema è che non ha mai davvero funzionato.
Un’illusione chiamata “Fab 4”
Il paragone evocativo con i The Beatles regge solo sul piano del nome. Per il resto, siamo lontani anni luce da qualsiasi armonia.
L’esperimento che coinvolge Kevin De Bruyne, André-Frank Zambo Anguissa, Scott McTominay e Stanislav Lobotka si è trasformato, partita dopo partita, in un cortocircuito tattico. Spazi intasati, movimenti sovrapposti, ritmo spezzato.
Le pagelle parlano chiaro, ma sono solo la conseguenza di un problema più profondo: questi quattro giocatori, insieme, non riescono a coesistere.
"Ci pestiamo i piedi", è la sensazione che emerge osservando il campo, ancora prima dei giudizi numerici.
Il nodo tattico mai sciolto
La sconfitta contro la Lazio ha riportato tutto a galla con forza. Non è stata una serata storta isolata, ma l’ennesima conferma di un limite strutturale.
Insistere su questa configurazione appare oggi come una scelta difficile da difendere. Il calcio moderno premia equilibrio, distanze, complementarità. Qui, invece, si assiste a una sovrabbondanza di qualità non incanalata, che finisce per annullarsi da sola.
E il dato più preoccupante è che il problema era evidente già da mesi.
Conte e le sue certezze: punto di forza o limite?
Al centro della questione c’è inevitabilmente Antonio Conte. Allenatore di grande esperienza, abituato a costruire squadre solide e riconoscibili, ma anche spesso fedele alle proprie idee fino all’ostinazione.
"Quando un’idea non funziona, va cambiata", direbbe il buon senso. Ma nel caso del Napoli, l’impressione è che l’equivoco tattico non sia mai stato davvero affrontato.
Il risultato è una squadra che fatica a trovare identità proprio nel reparto che dovrebbe darle ritmo e direzione.
Le alternative possibili: più equilibrio, meno confusione
Le soluzioni, sulla carta, non mancano. Una mediana più dinamica con McTominay e Gilmour potrebbe garantire maggiore fluidità, lasciando a De Bruyne il ruolo naturale di rifinitore, più vicino alla porta e meno ingabbiato nei meccanismi difensivi.
Una scelta che comporterebbe sacrifici, certo. Ma anche una maggiore chiarezza tattica.
"Giochiamo più semplici", sarebbe il messaggio implicito di un cambio di rotta.
Un finale di stagione da gestire con lucidità
Il Napoli si trova ora davanti a un bivio. Continuare su questa strada, sperando in un’improvvisa inversione di tendenza, oppure intervenire con decisione per dare alla squadra un assetto più funzionale.
Perché il tempo degli esperimenti, a questo punto della stagione, è finito.
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