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sabato 1 agosto 2026 Calcio · Napoli · Serie A
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Napoli, il dossier Rizzetta-ADL: tra progetto multisport, investitori USA e una trattativa che resta in bilico

Il punto di partenza è un’idea ambiziosa: costruire attorno al Napoli una piattaforma multisport capace di integrare calcio, basket e altre discipline in un’unica architettura gestionale, sul modello dei grandi gruppi sportivi europei.

Napoli, il dossier Rizzetta-ADL: tra progetto multisport, investitori USA e una trattativa che resta in bilico
Da oltre sei mesi si muove sottotraccia un dialogo che potrebbe, almeno in teoria, ridisegnare il futuro del Napoli non solo come club di calcio, ma come realtà sportiva e commerciale strutturata su scala internazionale.

Napoli, il dossier Rizzetta-ADL: tra progetto multisport, investitori USA e una trattativa che resta in bilico

Al centro della vicenda c’è Matt Rizzetta, imprenditore italo-americano e figura già attiva nel panorama sportivo con interessi che spaziano dal basket al calcio, e Aurelio De Laurentiis, proprietario del Napoli, da sempre attento a preservare il controllo totale del club. Il punto di partenza è un’idea ambiziosa: costruire attorno al Napoli una piattaforma multisport capace di integrare calcio, basket e altre discipline in un’unica architettura gestionale, sul modello dei grandi gruppi sportivi europei. Non una semplice operazione finanziaria, ma un progetto industriale che punta a trasformare il brand Napoli in un asset globale, sfruttando la crescita del turismo, la forza identitaria della città e l’eredità simbolica di Maradona. Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, Rizzetta avrebbe presentato una proposta articolata che, nelle intenzioni del consorzio statunitense, avrebbe raggiunto una valutazione complessiva nell’ordine dei 2,2 miliardi di euro. Una cifra importante, che tuttavia non avrebbe modificato la posizione di De Laurentiis, fermo nel considerare il Napoli un asset strategico non destinato alla cessione, almeno nelle condizioni attuali. Il dialogo tra le parti, però, non si sarebbe interrotto. Al contrario, negli ultimi mesi si sarebbe sviluppato un confronto continuo, basato più su una visione di lungo periodo che su una trattativa immediata. Rizzetta avrebbe raccontato di un rapporto costruito gradualmente con la famiglia De Laurentiis, fondato sul rispetto per la gestione del club e sulla volontà di esplorare possibili forme di collaborazione futura. "Se esistesse un’opportunità, noi abbiamo il basket e lui ha il calcio", sarebbe stato il senso di uno dei primi approcci, poi evoluto in discussioni più strutturate legate allo sviluppo infrastrutturale e alla crescita del brand. Un’impostazione che evidenzia come il tema centrale non sia soltanto la proprietà del club, ma la sua evoluzione in chiave internazionale. Tra i punti cardine del progetto emerge la riqualificazione dello stadio Diego Armando Maradona, insieme alla creazione di centri sportivi, academy e strutture dedicate alla formazione dei giovani. L’obiettivo dichiarato è quello di aumentare la capacità di generare ricavi, rafforzare l’identità globale del Napoli e consolidare il legame con il territorio, trasformando il club in una piattaforma sportiva e commerciale più ampia rispetto alla sola dimensione calcistica. A supporto dell’iniziativa si muove un pool di investitori statunitensi riconducibili a Underdog Global Partners, con la presenza di fondi e manager già attivi nel settore sportivo internazionale. Alcuni rappresentanti del gruppo avrebbero effettuato sopralluoghi a Napoli nelle scorse settimane, segno di un interesse che va oltre la semplice dichiarazione di intenti e che include anche valutazioni concrete sulle infrastrutture e sul potenziale di sviluppo della città. Nonostante questo fermento, la posizione di Aurelio De Laurentiis resta invariata. Il presidente del Napoli non avrebbe mostrato aperture né verso una cessione totale né verso un ingresso di soci di minoranza, mantenendo una linea di continuità gestionale che ha caratterizzato oltre vent’anni di presidenza. Secondo le ricostruzioni circolate negli ambienti finanziari e sportivi, esisterebbe comunque una finestra temporale entro la quale gli investitori potrebbero valutare se proseguire o meno l’operazione, con un possibile passaggio di due diligence indicato entro la fine dell’estate. In caso contrario, il gruppo americano potrebbe orientarsi verso altri obiettivi nel panorama calcistico europeo. Al momento, tuttavia, lo scenario resta immobile: da un lato un progetto ambizioso che punta a trasformare il Napoli in una realtà multisport globale, dall’altro una proprietà che non intende cedere il controllo del club. Tra queste due visioni continua a svilupparsi un dialogo costante, che per ora non ha ancora prodotto una svolta concreta, ma che conferma quanto il Napoli sia diventato un asset centrale non solo sportivo, ma anche strategico e finanziario a livello internazionale.
Andrea Fiorentino · Redattore