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sabato 1 agosto 2026 Calcio · Napoli · Serie A
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Napoli, il consorzio USA non si arrende: nuova offensiva dopo il no di De Laurentiis, sul tavolo un progetto modello Real Madrid

il gruppo di investitori statunitensi interessato al Napoli starebbe preparando un nuovo tentativo per riaprire il dialogo con il presidente azzurro, convinto della solidità di un piano che punta a ridisegnare il futuro del club su scala internazionale.

Napoli, il consorzio USA non si arrende: nuova offensiva dopo il no di De Laurentiis, sul tavolo un progetto modello Real Madrid
NAPLES, ITALY - JUNE 26: Aurelio De Laurentiis SSC Napoli president during SSC Napoli new manager unveiling on June 26, 2024 in Naples, Italy. (Photo by Francesco Pecoraro/Getty Images)
Il rifiuto di Aurelio De Laurentiis non avrebbe chiuso la partita. Al contrario, il gruppo di investitori statunitensi interessato al Napoli starebbe preparando un nuovo tentativo per riaprire il dialogo con il presidente azzurro, convinto della solidità di un piano che punta a ridisegnare il futuro del club su scala internazionale. LEGGI ANCHE: Napoli, De Laurentiis valuta l’offerta di un fondo americano per l’acquisizione del club: i dettagli

Napoli, il consorzio USA non si arrende: nuova offensiva dopo il no di De Laurentiis, sul tavolo un progetto modello Real Madrid

Al centro dell’operazione c’è una proposta economica da 2 miliardi di euro, già respinta dal patron partenopeo dopo mesi di interlocuzioni riservate. Le trattative, avviate circa sei mesi fa, si sarebbero fermate su alcuni punti ritenuti critici da De Laurentiis, aspetti non ancora emersi pubblicamente ma sufficienti a congelare il negoziato. La società che guida il dossier è Underdog Global Partners (UGP), realtà fondata dall’imprenditore italoamericano Matt Rizzetta, figura già conosciuta nello sport italiano per il coinvolgimento nel Napoli Basket e nel Campobasso Calcio. Il gruppo, almeno ufficialmente, mantiene una linea prudente: "Non commentiamo voci o speculazioni", è la posizione diffusa nelle ultime ore. Dietro la riservatezza, però, il progetto appare ambizioso e strutturato. Il piano americano: Napoli come polisportiva globale tra calcio, basket e infrastrutture L’idea del consorzio non si limiterebbe all’acquisto della società calcistica. La visione immaginata dagli investitori guarda a un modello ispirato alle grandi realtà multisportive europee, con un’impostazione spesso accostata al sistema Real Madrid. L’obiettivo sarebbe costruire un ecosistema sportivo integrato, capace di unire calcio, basket, sviluppo immobiliare e grandi investimenti infrastrutturali. Nel progetto rientrerebbe la crescita del Napoli Basket, la prospettiva di una possibile presenza nel futuro scenario NBA Europe e la creazione di una struttura sportiva capace di generare ricavi, brand identity e sviluppo internazionale. Tra i punti cardine figurano anche interventi urbanistici e impiantistici di grande portata: una nuova arena dedicata alla pallacanestro e soprattutto un piano di privatizzazione, gestione e riqualificazione dello stadio Diego Armando Maradona. Ed è proprio qui che emergerebbe una delle distanze più significative con la visione di De Laurentiis. Lo scontro strategico sullo stadio Maradona Secondo le ricostruzioni emerse, gli investitori americani vedrebbero nello stadio Maradona un asset centrale del progetto Napoli, immaginando un percorso di ammodernamento e gestione privata dell’impianto comunale. La posizione del presidente azzurro sembrerebbe invece muoversi in una direzione differente. Da tempo De Laurentiis valuta l’ipotesi di realizzare un nuovo stadio in un’altra area della città, soluzione considerata più coerente con il proprio modello industriale e meno dipendente dalle complessità amministrative legate all’attuale impianto. Una divergenza strategica tutt’altro che marginale, potenzialmente decisiva negli equilibri della trattativa. Chi finanzia il progetto: il possibile ruolo di Ariel Investments Dietro il consorzio americano si muoverebbero anche profili finanziari di peso internazionale. Tra i nomi circolati compare Ariel Investments, fondo con sede a Chicago che gestisce asset per circa 14 miliardi di dollari e che detiene una quota rilevante nel Manchester United. L’attenzione attorno all’operazione è aumentata anche dopo alcuni movimenti registrati sui canali social collegati a UGP: nei giorni scorsi diversi manager vicini all’area Project Level di Ariel sarebbero stati a Napoli insieme a Matt Rizzetta, Joseph Greco e altri dirigenti coinvolti nel progetto. Un dettaglio che alimenta la percezione di un interesse concreto e non puramente esplorativo. De Laurentiis resta fermo: il Napoli non è sul mercato Nonostante la dimensione economica dell’offerta, un punto appare chiaro: Aurelio De Laurentiis, almeno finora, non sembra intenzionato a vendere. La sua posizione è rimasta compatta durante tutta la fase dei colloqui, confermando il forte legame personale e strategico con il club costruito in oltre vent’anni di gestione. Eppure il valore dell’operazione continua a impressionare. In caso di cessione, il presidente realizzerebbe una delle plusvalenze più rilevanti mai registrate nel panorama sportivo italiano, considerando che il Napoli venne acquisito nel 2004 per una cifra infinitamente inferiore rispetto alla valutazione oggi attribuita dal consorzio statunitense. La partita, dunque, non sembra chiusa. Tra modelli americani di governance, grandi capitali internazionali, infrastrutture sportive e visioni opposte sul futuro del club, il dossier Napoli continua a evolversi. E il rilancio del gruppo USA lascia intendere che il primo no di De Laurentiis potrebbe non rappresentare l’ultimo capitolo della vicenda.
Andrea Fiorentino · Redattore