Rasmus Hojlund sa bene che, per quanto il calcio moderno richieda attaccanti di manovra capaci di cucire il gioco, la legge ineluttabile del gol non fa sconti. Il centravanti del Napoli è intrappolato in un digiuno che dura ormai da quasi due mesi, ma non ha alcuna intenzione di arrendersi. Tra le logiche attenuanti di una stagione vissuta in solitaria e il peso psicologico di un rigore fallito con la Nazionale, il danese ha già tracciato la rotta per la propria rinascita, promettendo un salto di qualità decisivo per onorare l'investimento del club e la pesante eredità dei suoi predecessori.
Napoli, il peso dei 50 milioni: l'ex United lavora per raccogliere l'eredità di Mertens e Osimhen
Come analizzato puntualmente dall'edizione odierna de Il Mattino, al numero nove azzurro non mancano certo le attenuanti. Hojlund ha di fatto tirato la carretta da solo per l'intera annata, perdendo via via per strada i vari partner d'attacco e sacrificandosi costantemente per la squadra. Ha obbedito ciecamente alle direttive tattiche del suo allenatore, votandosi a un logorante lavoro sporco senza mai peccare di egoismo. Tuttavia, qualcosa nel suo istinto da killer d'area di rigore si è inceppato: l'errore dal dischetto fatale nei playoff per il Mondiale sembra aver rappresentato un vero e proprio trauma sportivo, spegnendo progressivamente la sua ferocia sotto porta.
Hojlund, però, non ha mollato la presa: l'obiettivo immediato è sfruttare le ultime tre gare di campionato per sbloccarsi, cercando di avvicinare quella soglia di 16 reti stagionali già toccata ai tempi dell'Atalanta e nel primo anno al Manchester United, per costruire così un ponte solido verso la nuova annata. La piazza partenopea, esigente e passionale, ha un disperato bisogno di riabbracciare un vero bomber. L'investimento monstre sostenuto dalla dirigenza (ben 50 milioni di euro versati nelle casse dei Red Devils per strapparlo alla Premier League) impone un rendimento da top player assoluto. All'orizzonte c'è una sfida tanto affascinante quanto tremendamente complessa: raccogliere il testimone e onorare la pesantissima eredità lasciata dai grandi centravanti del recente passato azzurro, da Dries Mertens a Victor Osimhen. Un fardello che Hojlund dovrà dimostrare di poter reggere per consacrarsi definitivamente all'ombra del Maradona.
Andrea Alati
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