Roberto De Zerbi non è tipo da usare giri di parole o da rifugiarsi nel classico e noioso politichese pallonaro, e lo ha dimostrato ancora una volta. Dal ritiro oceanico del suo Tottenham, il tecnico bresciano ha tracciato una linea netta nel corso dell'ultima conferenza stampa, un vero e proprio manifesto programmatico che rischia di accendere, e non poco, le fantasie delle big di Serie A. Il messaggio recapitato ai naviganti è forte e inequivocabile: alla corte degli Spurs c'è spazio esclusivamente per chi ha il fuoco dentro, per chi è ferocemente motivato e orgoglioso di indossare la casacca londinese. Chiunque covi dubbi, malumori o semplicemente non si senta parte integrante e nevralgica del progetto tecnico, ha in mano il passaporto timbrato per valutare altre soluzioni e cercare sistemazione altrove. Nessun dramma e nessuna trattenuta a forza.
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Questa clamorosa apertura, di fatto un "liberi tutti" condizionato alla reale motivazione dei singoli, ha immediatamente drizzato le antenne dei direttori sportivi di casa nostra. Il Tottenham si conferma così una delle vetrine di Premier League più attenzionate dalla Serie A, e il nome cerchiato in rosso sui taccuini è senza dubbio quello di Guglielmo Vicario. L'estremo difensore italiano ha da tempo un conto aperto con un possibile rientro in patria. Se nelle passate sessioni di mercato era stata l'Inter a sondare il terreno con maggiore insistenza, oggi la mappa del mercato ha spostato il proprio baricentro. Il Napoli ci sta pensando in maniera sempre più concreta, fiutando l'affare e la possibilità di affidare i guantoni a un profilo di assoluta affidabilità e caratura internazionale. Un corteggiamento, quello azzurro, che deve però fare i conti con l'ingombrante ombra della Juventus, da sempre vigile e attentissima alle evoluzioni contrattuali del portiere.
Ma l'asse Londra-Italia non si esaurisce esclusivamente tra i pali. L'ultimatum motivazionale lanciato da De Zerbi ha inevitabilmente riacceso i riflettori anche su un altro pezzo da novanta dell'organico britannico: Cristian Romero. Il roccioso centrale difensivo argentino, vecchia e apprezzatissima conoscenza del nostro campionato, resta costantemente monitorato da diverse società tricolori. I club di Serie A restano alla finestra, pronti a sferrare l'assalto decisivo qualora si presentasse la reale opportunità tecnica ed economica per riportarlo nel Belpaese.
Andrea Alati
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